La signora Carmela Amoroso
La signora Carmela Amoroso

Prosegue l’odissea di Carmela Amoroso, la donna gravemente malata che da anni lotta contro la “Mcs” (Sensibilità chimica multipla), che dal 20 ottobre scorso non può più usufruire dell’ascensore condominiale per spostarsi da casa verso le strutture ospedaliere dove le vengono prestate le necessarie cure.

Cambio di abitazione. Nell’abitazione di Carmela e del marito Angelo Intelisano, a Castelmola in contrada Ogliastrello, sono ore di grande apprensione, l’ascensore ormai da un mese è fuoriuso perchè i condomini non hanno infatti pagato le ultime 3 bollette e la corrente è stata staccata dall’ente erogatore di energia. E sulla vicenda, su mandato di Intelisano, dipendente dell’Asm di Taormina, sta cercando di far luce il proprio legale, l’avv. Antonio Barbiero, che nei giorni scorsi ha contattato l’Istituto Autonomo di Case Popolari, proprietario della palazzina. L’Iacp di Messina, con nota a firma della dirigente ad interim, dott.ssa Maria Grazia Giacobbe, aveva risposto che «in data 7 novembre scorso si è provveduto a diffidare il gestore condominiale dello Stabile, affinché provveda all’immediato ripristino dell’impianto di ascensore». E sempre l’Iacp Messina, con successiva nota, ha scritto al Comune di Castelmola e per conoscenza al legale di Angelo e Carmela, «chiedendo la disponibilità del Comune ad effettuare un cambio di alloggio riguardante il nucleo familiare in oggetto, nell’interesse del coniuge dell’assegnatario, impossibilitato ad allontanarsi dall’alloggio per il mancato funzionamento dell’ascensore».

Rifiuto assoluto. «Sembrerebbe infatti – continua l’Iacp – che il gestore nominato dall’Ente non abbia provveduto al pagamento delle utenze elettriche. A tal proposito si è già provveduto alla revoca di tale gestore e alla nomina di un professionista iscritto all’albo dell’Ente». A questa nota il legale della famiglia Intelisano ha risposto comunicando la volontà di Carmela e Angelo di non cambiare casa. «La signora Carmela è ormai da giorni costretta a rimanere in casa per la inefficienza dell’ascensore», «si manifesta la non condivisibilità della proposta di trasferimento della mia assistita in altro alloggio. Ritengo invece che se il non funzionamento dell’ascensore sia riconducibile – esclusivamente – all’omesso pagamento di canoni di energia elettrica, allora incombe sull’amministratore, a cui non difettano mezzi e strumenti, l’onere di far ripristinare l’uso del mezzo, viceversa la signora Amoroso sarebbe costretta a sostenere le spese di trasloco e quant’altro – in altra abitazione – in assenza di valide e giustificate ragioni». «Ciò premesso – conclude l’avv. Barbiero – invito, ancora una volta, questa direzione a voler ripristinare l’uso dell’ascensore, diversamente, a tutela dell’interesse e dei diritti della signora Amoroso, mi vedrò costretto ad assumere ogni legale iniziativa, con la espressa richiesta di spese a carico di codesto Ente». «Non cambieremo casa – spiega Angelo Intelisano -, noi vogliamo che venga riattivato l’ascensore. Mia moglie è malata e ne ha bisogno con urgenza».

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