Taormina, Scuola Vittorino da Feltre
Taormina, Scuola Vittorino da Feltre

«Il finanziamento per la ex scuola elementare Vittorino da Feltre non è stato perso. La cosa non ci risulta ed abbiamo effettuato un accertamento presso gli uffici della Regione che ci conferma come le somme non sono andate in fumo». Così l’assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Carella, replica ad Ance Sicilia, che nei giorni scorsi aveva prospettato l’avvenuta perdita della somma ottenuta dal Comune di Taormina, pari ad un milione e mezzo di euro, al pari di altri Comuni siciliani tutti rimasti impantanati per i tempi a dir poco blandi delle stazioni appaltanti, che non avrebbero portato a compimento le procedure di gara.

L’inammissibile lentezza dell’Urega. In effetti, nel caso di Taormina la gara d’appalto per le opere di prevista ristrutturazione della “Vittorino da Feltre” doveva essere effettuata entro il 30 giugno ma così non è stato e adesso il rischio sarebbe quello che i fondi vengano, in sostanza, revocati e riportati nel forziere della capitale del Governo centrale. «Ad oggi – afferma Carella – possiamo dire che quella revoca non c’è stata e lo vogliamo precisare a scanso di equivoci, poichè da più parti già in questi giorni ci è stato chiesto se il finanziamento sia stato perso. Abbiamo contattato la Regione, insieme al segretario comunale, e gli uffici ci hanno risposto che non risulta alcuna revoca inerente l’accreditamento alla Regione delle somme. Nella stessa situazione, per altro, ci troviamo ben 10 Comuni. Ad pgni modo – continua Carella – rimane certamente la problematica della inaccettabile lentezza da parte dell’Urega, riguardo la quale ci stiamo muovendo d’intesa con il sindaco e con l’Amministrazione per stabilire come dovremo procedere». La casa municipale starebbe valutando i margini per intraprendere un’azione legale nei confronti della Stazione Appaltante per il mancato espletamento della gara. «Noi abbiamo fatto tutti gli adempimenti ed atti dovuti, non consentiremo che quel finanziamento venga perso per eventuali colpe altrui», aggiunge Carella.

Una scuola con una storia. L’intenzione della Giunta rimane quella di far recuperare l’immobile chiuso nell’autunno 2004 perché ritenuto non a norma con la vigente normativa anti-sismica. “La Vittorino da Feltre non si vende”, ha precisato il sindaco Eligio Giardina in Consiglio comunale pochi giorni fa, escludendo che l’edificio di via Cappuccini possa finire nel calderone dei beni alienabili per fare cassa. Questa ipotesi, di una dismissione del plesso, era stata avanzata dalla dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo 1, Carla Santoro, secondo la quale non ci sarebbero più i presupposti in ogni caso per un riutilizzo dell’edificio dove a suo tempo sono cresciute intere generazioni di taorminesi. «Quella scuola è la scuola dei nostri padri, è stata la nostra e sarà ancora quella dei nostri figli e nipoti», ha replicato proprio l’assessore Carella. Di sicuro c’è che i prossimi giorni saranno cruciali per capire che fine faranno i 34 milioni e mezzo di euro che tramite delibera Cipe vennero stanziati dal Governo in favore della Regione Sicilia per una serie di progetti, tra i quali è rientrato con decreto formalizzato nel febbraio 2016 anche il Comune di Taormina per la “Vittorino da Feltre”.

Nessuna revoca. «Da Palermo ci fanno sapere che sono state attivate le procedure finalizzate a scongiurare la revoca, che comunque, lo ribadiamo, non c’è stata», evidenzia Carella. La vicenda potrebbe rappresentare uno snodo importante per il futuro delle scuole taorminesi, dove da 12 anni la media Ugo Foscolo e la elementare convivono all’interno della “Foscolo” in un unico edificio. E’ tornata d’attualità pure la soluzione di uno spostamento al Capalc, l’ex scuola convitto albergo S.Antonio, idea che però non riesce a mettere tutti d’accordo. Rimane in salita la strada anche per un eventuale spostamento delle elementari nei locali della sede delle Suore Francescane Missionarie di Maria, posta in vendita dall’Istituto religioso, che ha dato tempo sino a gennaio al Comune per formulare un’offerta finalizzata a rilevare il complesso o a chiederne una parte in affitto

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