Edifici scolastici a norma, adeguamento sismico e diffusione della cultura della sicurezza devono diventare le parole d’ordine di ogni scuola. Con questo obiettivo la Giornata nazionale per la sicurezza, fissata dalla legge La Buona scuola il 22 novembre di ogni anno, vuole ricordare le vittime degli incidenti avvenuti nelle scuole italiane. Gli eventi sismici che negli ultimi mesi hanno colpito il centro Italia hanno riaperto vecchie ferite. Chi non ricorda il crollo del tetto dell’edificio scolastico di San Giuliano di Puglia durante il sisma che colpì il Molise nel 2002: ventisette alunni e una maestra rimasero schiacciati sotto le macerie delle scuola. E così mentre l’Italia continua a “ballare” a ritmo di scosse di breve intensità continuiamo ad interrogarci sulla sicurezza delle nostre scuole. Con l’ingegnere civile esperto in edilizia scolastica, Massimo Famulari, abbiamo tracciato una panoramica sullo stato di salute delle scuole della provincia di Messina. Una scuola “non buona” per quanto riguarda la sicurezza e l’adeguamento alle normative antisismiche.

Il terremoto nel centro Italia ha riacceso le paure sulla sicurezza delle scuole? «La maggior parte degli edifici scolastici presenti nei comuni della provincia di Messina sono stati costruiti prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica, alcune risalgono addirittura al periodo fascista, quindi richiederebbero un adeguamento. Poi ci sono alcune eccezioni che riguardano le scuole superiori, di competenza dell’ex Provincia, che sono di recente costruzione. In seguito al terremoto del Molise del 2002, che fece crollare il tetto della scuola elementare di San Giuliano di Puglia dove persero la vita ventisette alunni e una maestra, venne emanata un’ordinanza della Protezione civile che stabiliva che tutti gli edifici di importanza strategica, quindi anche le scuole, dovevano essere monitorati dal punto di vista sismico. Gli enti comunali, per le scuole primarie e secondarie di primo grado, e la ex provincia, per le scuole superiori, dovevano provvedere alle verifiche e poi agli eventuali adeguamenti sismici. Per quanto riguarda Messina, realtà che conosco meglio, posso dire che si è intervenuto nella maggior parte degli istituti superiori. L’ex Provincia si è attivata già nel 2008 effettuando una serie di studi sulla tenuta sismica e poi ha, quindi, proceduto agli eventuali interventi di adeguamento e messa a norma, mentre per quanto riguarda le scuole di competenza comunale, elementari e medie, in molti edifici non sono state fatte neanche le prove. E penso che questa sia la condizione di molte delle scuole dei comuni della provincia di Messina».

Qual è, dunque, lo stato di salute degli edifici scolastici in provincia di Messina? «Non buono. Con la scusa che non ci sono soldi, molti comuni non investono nella sicurezza delle scuole. Fino a qualche tempo fa la maggior parte degli edifici scolastici non erano dotate di certificato di prevenzione incendi, impianti elettrici a norma oltre che, ovviamente, non adeguati alla normativa antisismica. Emanata l’ordinanza del 2003 sul monitoraggio sismico degli edifici di rilevanza strategica, a cui ne sono seguite altre, l’ultima è del 2008, i comuni e le province erano “obbligati” a fare le verifiche sulle scuole. Cosa che non è stata fatta. Diversamente dagli ospedali, che sono in ugual misura strutture di importanza strategica, nel caso degli edifici scolastici non si è provveduto ad uniformarsi alla normativa».

In particolare, qual è la condizione delle scuole di Taormina? «Sugli immobili comunali (scuole materne, elementari e medie) che io sappia sono stati fatti degli adeguamenti in alcuni edifici scolastici, in altri ci sono dei progetti in corso come per la Ugo Foscolo e Vittorino da Feltre, mentre nelle scuole di Mazzeo e Trappitello mancano addirittura le verifiche. In questi due plessi sono state fatte delle indagini strutturali, però non sufficienti dal punto di vista numerico per poter fare uno studio di valutazione sismica degli edifici. Le prove parziali che erano state fatte sull’edificio rivelavano già una carenza dell’acciaio e del calcestruzzo evidenziando delle criticità strutturali. Ma successivamente non è stata mai fatta la verifica sismica con le norme tecniche entrate in vigore nel 2008, che sono molto più restrittive di quelle risalenti alla data di costruzione degli edifici. Ad oggi, quindi, le scuole di Mazzeo e Trappitello sono le uniche ad essere escluse da un progetto di adeguamento sismico. Interventi di ristrutturazione e messa a norma sono invece in cantiere per gli altri edifici scolastici ricadenti nel territorio di Taormina».

Diversa è la situazione a Giardini Naxos, dove si sta procedendo alle verifiche sulle scuole comunali. «Si sono stato incaricato dal comune per effettuare la verifica sismica della scuola materna ed elementare di contrada Pallio. Per quanto riguarda le altre ricadenti sul territorio di Giardini Naxos è stata, per il momento, fatta soltanto un minimo di manutenzione a terrazze e cornicioni per evitare danni alle persone. L’assoluta certezza che la scuola sia perfettamente a norma dal punto di vista sismico, come ho già detto ai competenti uffici comunali, la può dare soltanto uno studio mirato con carotaggi e verifica sismica con le nuove normative, indagini che appunto stiamo facendo per il plesso di contrada Pallio. La verifica sismica in atto nella scuola materna ed elementare di Pallio ci dirà con certezza se la scuola è sicura o meno e poi eventualmente si interverrà a mettere a norma la struttura, mentre nelle altre scuole comunali stiamo effettuando delle indagini preliminari che ci diranno quali prove effettuare per verificare la tenuta sismica della struttura. Si tratta di iter onerosi che il comune non può affrontare contemporaneamente, provvederà sicuramente a una programmazione per ottenere finanziamenti per mettere in sicurezza tutte le scuole del territorio comunale, per adesso procediamo con le verifiche al plesso di Pallio che ci diranno con certezza se la scuola è sicura al 100%».

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