Taormina, sede delle Francescane Missionarie di Maria
Taormina, sede delle Francescane Missionarie di Maria

Comune di Taormina a caccia del “tesoretto” per preparare l’offerta alle Suore Francescane Missionarie di Maria e per provare così ad acquisire almeno una parte del vasto complesso in vendita. La casa municipale ha due mesi di tempo per presentare la proposta attesa dai vertici dell’Istituto religioso che ha dato disponibilità ad una trattativa ma che, di riflesso, ha anche messo fretta perché in primavera lascerà la città di Taormina e il relativo “closing” sulla vendita andrà, quindi, fatto in tempi brevi. Entro gennaio il Comune dovrà formalizzare la sua istanza e trasmetterla a Roma.

Come racimolare i fondi. È un’impresa non semplice quella che è chiamata a fare l’Amministrazione comunale, in una vicenda alla quale guarda con grande attenzione la cittadinanza da subito schieratasi per una soluzione che scongiuri la vendita a privati o una conversione della struttura (che ha due ingressi rispettivamente in via Bagnoli Croce e via Pirandello) ad altra futura destinazione (ad esempio turistico-ricettiva). Le Suore, nella loro recente lettera inviata al sindaco Eligio Giardina, hanno anche aperto ad una soluzione come l’affitto o per una parte dell’immobile, che evidentemente nella propria interezza avrebbe invece costi più impegnativi. E allora si guarda ai beni da alienare. «La scuola Vittorino da Feltre non si vende», ha detto Giardina chiudendo all’ipotesi di vendita della ex scuola elementare, il cui valore si attesterebbe sui 7 milioni e mezzo di euro.

Beni da alienare. Altrettanto difficile anche immaginare una vendita del Capalc, valutato comunque, 10 milioni 448mila euro. Si pensa ad altri immobili sui quali provare ad affrettare la vendita, come l’ex mattatorio, complesso in abbandono e degrado totale da 30 anni che ha una superficie di 440 mq coperti con annessi spazi per 1180 mq. Il valore di mercato di questo immobile di via dietro Cappuccini la cui destinazione catastale e urbanistica attuale B2 è di 887 mila euro mentre, stando sempre alle stime di Palazzo dei Giurati, con una eventuale nuova destinazione urbanistica (B2 residenziale) incrementerebbe addirittura il proprio valore lievitando sino a quota 7 milioni di euro. C’è poi un terreno lungo la via dei Saraceni adesso incolto ed agricolo, che vale 224mila euro, ma se, invece, si volesse realizzare residenze o alberghi, varrebbe Un milione 364mila euro. Un’altra situazione che viene monitorata riguarda un’area di pertinenza della congregazione delle “Figlie del Divino Zelo” di 8mila 371 metri, che da 272 mila euro passa ad un valore, se convertito a destinazione urbanistica residenziale, toccherebbe i 6 milioni 482 mila euro. Dismettere qualche immobile e farlo in fretta, avviando la relativa procedura di gara per la vendita, appare l’unica soluzione praticabile perché per il resto il Comune ha un debito di 20 milioni che dovranno essere ripianati con un piano di riequilibrio e relativo mutuo all’orizzonte da pagare nei prossimi trenta anni.

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