Ospedale di Taormina
Ospedale di Taormina

Regione Siciliana e il “Bambino Gesù di Roma” studiano la possibilità di arrivare alla messa a punto di una nuova intesa sul Centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina e l’ipotesi che avanza all’orizzonte è quello di un accordo pluriennale che potrebbe essere stipulato su base triennale o quinquennale. E’ la strada che stanno valutando le parti in un dialogo che si è riaperto e ha trovato nuova linfa nelle recenti settimane quando sembrava imminente e inevitabile il “piano B” di una permanenza del Centro nella Perla senza più la presenza dell’Istituto Romano. E invece adesso si sta lavorando ad un piano operativo che prevede la conferma del “Bambino Gesù” a Taormina, soluzione per la quale si è mossa in prima persona il presidente del Consiglio di Amministrazione del CdA dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc con la sua recente visita all’ospedale San Vincenzo.

Accordo fondamentale. Secondo la Enoc si possono trovare, insomma, i presupposti economici e organizzativi essenziali per consentire il placet ad una convenzione a lungo termine. Attualmente la convenzione, in fase di proroga, scadrebbe al prossimo giugno, periodo in cui si è prospettata la chiusura del Centro di Taormina ed il trasferimento a Palermo. Ma il primo passo fondamentale verso una svolta che sembrava impensabile sino a qualche settimana fa è stato l’avvio dei contatti tra la Regione Siciliana e la Regione Calabria, annunciati dal presidente Crocetta lo scorso 30 settembre, che consentirebbero un vero e proprio “patto” tra i rispettivi Governi regionali. Di conseguenza si sta cercando di realizzare un vero e proprio Centro di riferimento per l’Area dello Stretto, che consentirebbe pure una ripartizione degli impegni economici tra le due Regioni. La convenzione in vigore sino al prossimo giugno è stata firmata, a suo tempo, a costi sensibilmente ridimensionati rispetto a quelli del 2010, anno in cui venne dato avvio al Ccpm di Taormina.

Futuro incerto. Il presidente Enoc si è mostrata disponibile ad un nuovo patto di programma nel corso del recente incontro con il manager dell’Asp, dott. Gaetano Sirna, e proprio quest’ultimo ha già confermato che «è in atto una interlocuzione con il “Bambino Gesù di Roma” e con la Regione Calabria», evidenziando che l’Istituto romano vuole proseguire la sua attività a Taormina. E lo stesso Sirna ha anche ribadito «a Palermo al momento non esiste nulla», confermando le attuali difficoltà che si registrano a Palermo. La prospettiva ideale resta quella di due centri in Sicilia, con quello a Taormina che diventi appunto sede di riferimento per lo Stretto, per la Calabria e per l’area orientale della Sicilia, mentre a Palermo dovrebbe nascere una struttura in grado di assistere la Sicilia Occidentale: ma in questo caso i tempi per rendere operativo tale Centro potrebbero essere più lunghi. Ecco perchè in questo quadro, gli attuali numeri Ccpm di Taormina (562 ricoveri nel 2015) sono un patrimonio medico ed umano da non disperdere.

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