Austria (Vienna)
Austria (Vienna)

Dopo la Germania e la Francia anche l’ Austria ha abolito le clausole di parity rate con cui le agenzie online vincolano gli albergatori a non vendere sui propri siti le camere a tariffe inferiori rispetto a quelle pubblicate sui grandi portali di prenotazione. Il Parlamento Austriaco, dopo un dibattito durato solo cinque mesi, ha cancellato definitivamente la parity rate, mentre l’Italia è ancora in attesa che il Senato approvi il disegno di legge sulla concorrenza licenziato dalla Camera più di un anno fa.

Rapporti tra OTA e hotel. «I grandi portali di prenotazione alberghiera -afferma il Direttore Generale di Federalberghi, Alessandro Nucara- non potranno più impedire agli hotel austriaci di pubblicare sul proprio sito internet un prezzo più basso di quello pubblicato sui loro portali». Eliminare la parity rate significa permettere agli albergatori di scegliere liberamente le proprie politiche commerciali, ai clienti di accedere a tariffe più basse e alle finanze dello stato di incamerare maggior gettito fiscale, perché i grandi portali di prenotazione non hanno sede fiscale in Italia. Inoltre, sostiene Federalberghi, le agenzie on line (OTA) non rispettano neanche le timide regole dettate dall’Autorità Antitrust. «Nei giorni scorsi -aggiunge Nucara- abbiamo dovuto inviare una nuova segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in relazione al comportamento di Expedia, che penalizza gli alberghi sul ‘punteggio qualità’ se sul sito dell’hotel compaiono tariffe inferiori a quelle esposte sul portale».

Parity rate in Italia. Il disegno di legge concorrenza in Italia procede invece al piccolo trotto e siamo ancora in attesa che il Senato approvi quanto stabilito dalla Camera nel mese di ottobre 2015. «Esprimiamo l’auspicio che il Parlamento italiano concluda presto l’esame del disegno di legge concorrenza – sostiene Nucara- ricordando come la Francia, nostro principale competitor, sta applicando il nuovo sistema già dal mese di agosto 2015, mentre in Germania il principio è stato introdotto con un decisione dell’Antitrust, assunta nel 2013». Federalberghi sottolinea l’urgenza che anche l’Italia adotti misure chiare in questo senso allineandosi con i paesi europei dove la clausola è già stata eliminata restituendo competitività al sistema turistico nazionale. «Quando la norma entrerà definitivamente in vigore anche da noi -conclude Nucara- ne trarranno giovamento i consumatori, le imprese e l’erario».

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