Giovanni Parlatore, 62 anni, tassista di Taormina, arrestato lo scorso luglio per aver tentato di strangolare la moglie è stato condannato a 6 anni e 10 mesi di carcere. L’uomo aveva aggredito la vittima il 2 luglio scorso a Castelmola.

Le pesanti accuse. Tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali sono le pesanti accuse di cui è stato chiamato a rispondere Parlatore di fronte al giudice dell’udienza preliminare Monica Marino: la richiesta del pubblico ministero Antonella Fradà era stata ancor più dura, di 8 anni e 6 mesi di reclusione. Nel corso del procedimento svoltosi con rito abbreviato è stato accertato che l’uomo, nel corso degli anni, avrebbe tentato più volte di uccidere la moglie. Parlatore era accusato di aver sottoposto la donna a ingiurie, minacce e aggressioni fisiche, con la privazione di vedere i propri genitori e la mancata consegna di mezzi di sostentamento. Tutte condotte – secondo quanto si leggeva nel dispositivo del giudice delle indagini preliminari che ha ordinato l’arresto del tassista – poste in essere in presenza dei figli minorenni a loro volta maltrattati e denigrati perché difendevano la madre. L’uomo avrebbe commesso “atti idonei diretti in modo non equivoco ad uccidere la moglie”.

Anni di maltrattamenti. Si tratterebbe di maltrattamenti posti in essere dal 2001. Parlatore, in particolare, nel corso di un’aggressione dettata da futili motivi (il mancato rinvenimento delle cassette per la raccolta delle olive) avrebbe spinto con un tavolo la donna contro la ringhiera del balcone della casa in cui la stessa viveva, e una volta immobilizzata, le avrebbe poi stretto le mani al collo nel tentativo di soffocarla. Un vicino di casa era però intervenuto bloccando l’uomo dalle spalle, consentendo alla donna di fuggire. A quel punto giunse sul luogo una pattuglia del Nucleo radiomobile dei Carabinieri di Taormina, che effettuò l’arresto del tassista. Ora la condanna a a 6 anni e 10 mesi di carcere.

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