La storia racconta che a volte la realtà supera la finzione, e se davvero questa parabola esiste si può dire che Salvatore Bonaventura e Camilla Adriana Duci siano riusciti ad emulare i personaggi di Clyde Barrow e Bonnie Parker con ancor più crudeltà ed efferatezza. L’escalation di violenza messa in atto dalla giovane coppia siciliana è già arrivata però al capolinea, quando alle prime luci dell’alba di lunedì 14 novembre 2016 i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno arrestato gli autori di rapine che hanno terrorizzato interi centri abitati delle zone di Taormina e dell’etneo. I due complici entravano in azione a bordo della loro Alfa Romeo 147 nera, inquietante compagna di avventura di una serie di brutali aggressioni compiute ai danni di donne avvicinate, sequestrate e derubate. Le indagini dei Carabinieri di Taormina hanno posto così fine a una lunga scia di violenza che ha creato il panico tra la gente. Lui 35 anni catanese, lei 30enne messinese, i due conviventi erano ormai diventati l’incubo delle ore serali e notturne di chiunque si trovava per le strade di Taormina e Giardini Naxos, Catalabiano e Riposto, sino a Giarre ed Aci Sant’Antonio. Quella sequenza di rapine, sino alla svolta delle scorse ore, viene ricostruita in una intervista esclusiva concessa a TaorminaToday dal Comandante dei Carabinieri della Compagnia di Taormina, il Capitano Arcangelo Maiello, che ha diretto l’operazione con la quale sono stati assicurati alla giustizia i due rapinatori.

Minacciavano le donne. «Nelle recenti settimane – spiega il Comandante Maiello -, al confine tra il territorio della Provincia di Messina e quello della zona di Catania, quindi sulla fascia ionica, si sono registrate diverse rapine nelle località di Giardini Naxos, Riposto e Aci Sant’Antonio. I due rapinatori sceglievano le loro vittime, per lo più delle donne da sole al volante, agivano nell’arco serale notturno, le avvicinavano con un escamotage e sempre sotto la minaccia di una pistola le portavano fuori dal centro abitato, dove le stesse venivano derubate».

Il modus operandi di “Bonnie e Clyde”. «Le rapine più efferate hanno interessato Giardini, dove si sono verificati due episodi, e l’altra ad Aci Sant’Antonio. Una donna al volante, rimasta in panne con la sua macchina sulla via Consolare Valeria, è stata avvicinata dalla Alfa 147 nera, la donna rapinatrice ne ha approfittato chiedendo delle informazioni su come raggiungere l’autostrada. Si è fatta aprire la portiera ed è entrata nell’abitacolo, una volta all’interno i due poi portavano la vittima al di fuori dal centro abitato e si sono impossessati sia degli oggetti personali sia della vettura. Per la restituzione di quest’ultima sono stati chiesti mille euro. Abbiamo così avviato le indagini, nell’ambito degli obiettivi principali dettati dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Messina, e siamo riusciti a recuperare la macchina. Nel secondo caso una donna che si trovava ad un semaforo si è vista entrare nell’abitacolo i rapinatori, che a quel punto hanno derubato la malcapitata dei soldi e del cellulare. Nel terzo caso, che ha destato forte allarme sociale, ad Aci Sant’Antonio la vittima era una donna che si era fermata in una rosticceria per qualche momento lasciando l’auto aperta. E in quei momenti la rapinatrice ha fatto irruzione nelle vettura della vittima e si è sdraiata dietro i sedili posteriori, per poi puntarle una pistola alla testa ed anche in questo caso la malcapitata è stata portata sempre fuori dal centro urbano, dove si è compiuta la rapina ed il furto della macchina. Il mezzo è stato successivamente ritrovato e restituito alla legittima proprietaria».

L’attività investigativa. «Unitamente al Sostituto Procuratore della Repubblica di Messina, il dott. Francesco Massara – continua il Cap. Maiello -, abbiamo effettuato un’azione di Polizia giudiziaria che ci ha portati prima nel territorio di Giardini e poi verso i centri dell’etneo, ed abbiamo avviato una vasta attività investigativa anche informatica, rilevando tutte le immagini delle telecamere poste sulle strade principali e le autostrade, nelle aree di negozi ed esercizi commerciali, in collaborazione con i Carabinieri di Giarre ed Acireale. Siamo così riusciti ad individuare i due complici, lui catanese, lei messinese, che si erano di recente spostati da Giarre, dove dimoravano, sino a Terme Vigliatore. Alle prime luci dell’alba di lunedì abbiamo notificato a casa ai due indagati il fermo di indiziato di delitto del Pm della Procura di Messina. I due indagati dovranno rispondere adesso di rapina aggravata dall’uso delle armi, sequestro di persona e tentata estorsione in concorso. Stiamo, infine, accertando in sinergia con i Carabinieri di Giarre ed Acireale se altri fatti accaduti siano riconducibili agli arrestati».

I primi due mesi del nuovo Capitano. Il Comandante Maiello è arrivato a Taormina il 19 settembre scorso e i primi due mesi di attività al vertice della locale Compagnia dei Cc ha già fatto registrare risultati importanti: «L’Arma dei Carabinieri di Taormina in questi due mesi, da quando mi sono insediato, ha affrontato diversi casi che hanno creato allarme sociale. A settembre c’era stata una banda di scippatori che agiva su Taormina e che aveva creato apprensione tra i turisti stranieri e quella baby gang è stata assicurata alla giustizia. Adesso siamo riusciti ad arrestare i due rapinatori che nei vari centri abitati delle Province di Messina e di Catania avevano creato nei cittadini una grossa percezione di non sicurezza».

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