In manette la coppia dell’Alfa 147 nera che ha terrorizzato nelle recenti settimane i centri abitati tra Taormina e la Valle dell’Alcantara sino all’etneo con una serie di rapine ed anche il sequestro di persona. I Carabinieri di Taormina, sovrintesi dal Capitano Arcangelo Maiello, avrebbero, infatti, tratto in arresto un uomo e una donna accusati di aver terrorizzato diversi Comuni con un piano diabolico per il quale si sarebbero serviti dell’auto nera che ha suscitato grande apprensione tra i cittadini ed in particolare tra le famiglie.

Verso la svolta. C’è stretto riserbo tra gli inquirenti, che al momento si sono trincerati in un “no comment” ma importanti sviluppi sono attesi nelle prossime ore, già nella giornata di martedì. La vicenda aveva destato una forte attenzione, in particolare, tra i genitori preoccupati per i loro figli ed era stata molto discussa sui social network, dove si erano contrapposte testimonianze di chi dava per certa l’esistenza della macchina nera e ne dava notizie e chi, invece, riteneva fosse soltanto un’invenzione. La vettura era stata avvistata in alcune località della provincia di Catania ma anche nella Valle dell’Alcantara e tra Giardini e Taormina, dove si erano segnalate rapine che sarebbero avvenute per strada nei confronti di malcapitati automobilisti.

La rapina a Calatabiano. Ed in effetti a seguito di una delle rapine verificatasi a Calatabiano c’era una denuncia sul web da parte di una donna, che in un messaggio vocale riferiva i dettagli della vicenda: «Volevo informare le mamme di una cosa che a quanto pare sta succedendo nelle nostre zone. Un’amica di mia sorella, tornando da un compleanno nella zona di Calatabiano ha visto in strada una ragazza che cercava aiuto e vedendo appunto che era una ragazza si è fermata. La giovane si è fatta accompagnare in un posto, sostenendo che fosse casa sua, ma lì c’era purtroppo un complice che le stava aspettando ed è entrato nella macchina di questa amica di mia sorella e gli ha puntato una pistola e l’hanno derubata. Grazie a Dio non le hanno fatto del male ma, a quanto pare, stanno usando questa tecnica. Usano le ragazzine, o comunque delle donne, per dare sicurezza e le fanno entrare in macchina. Poi succede quello è che accaduto a questa persona. Sono cose bruttissime». L’inquietante storia, dunque, ha messo in allarme la gente di diversi Comuni, e a creare ulteriore preoccupazione è stato anche il diffondersi della presunta notizia di un’auto sempre di colore scuro che si sarebbe posizionata in zona in prossimità di alcuni istituti scolastici. E, a quanto pare, una mamma della zona di Giarre aveva nel frattempo presentato anche una denuncia ai Carabinieri di Giarre ipotizzando un tentativo di adescamento verso minore che si sarebbe registrato vicino una scuola. A seguito di tutti questi fatti e delle relative segnalazioni sono scattate le indagini dei Carabinieri, che hanno inteso accertare cosa stava succedendo e se vi fosse davvero una coppia che poneva in essere queste azioni.

Individuati. Adesso la notizia di queste ultime ore è che i controlli a tappeto predisposti su un vasto territorio avrebbero consentito ai Carabinieri di individuare la coppia, originaria di Giarre, che ha terrorizzato il comprensorio etneo e di Taormina, ed arrestarla con le accuse di tentata estorsione, rapina e sequestro di persona in concorso. Le rapine sarebbero avvenute in successione nell’hinterland di Taormina-Giardini Naxos, Calatabiano, Riposto, Giarre ed Aci S.Antonio. In sostanza, la coppia sarebbe entrata in zona suddividendosi i compiti: lei si posizionava in strada ed è lì che chiedeva aiuto alla vittima di turno, che nella fattispecie erano donne che viaggiavano in macchina da sole. A quel punto la ragazza si faceva accompagnare in un posto, che veniva descritto come casa propria. L’uomo, tuttavia, seguiva la vettura a bordo di un’altra macchina ed una volta arrivati sul posto in oggetto si portava a bordo del mezzo della vittima, la minacciava e la rapinava. Poi la coppia si dava alla fuga. Ora la svolta con l’arresto della coppia diabolica.

© Riproduzione Riservata

Commenti