Opposizione Consiglio Comunale

Torna in discussione martedì prossimo al Comune di Taormina la scottante questione del Prg di Taormina, approvato in Consiglio comunale nel 2004 ma da allora mai entrato in vigore e arenatosi negli uffici della Regione. Il presidente del Civico consesso, Antonio D’Aveni ha inserito infatti l’argomento tra i punti all’ordine del giorno dei lavori consiliari della seduta del 15 novembre. Sulla questione si discuterà un ordine del giorno urgente presentato dai consiglieri di opposizione Piero Benigni, Graziella Longo, Carmelo Valentino (Partito Democratico) e Pinuccio Composto, Nunzio Corvaia, Liliana Tona e Alessandra Caltabiano (“ProgettiAmo Taormina”).

Verso un momento cruciale. «Per gli effetti di quanto previsto nel Tuel, nello Statuto Comunale vigente e nel regolamento del Consiglio comunale di Taormina – si legge nella nota dei consiglieri comunali – si richiede la convocazione urgente del Consiglio comunale per discutere in presenza del Commissario ad Acta delle problematiche connesse alla definizione del Piano regolatore generale della città». La “patata bollente” del Prg si avvia verso un momento cruciale per decidere cosa fare del nuovo Prg, stravolto nel corso del tempo e di fatto già superato e inadeguato prima ancora di vedere la luce. L’opposizione chiede all’Amministrazione di fare chiarezza su cosa si intenda fare. Basti pensare che a Taormina è ancora in vigore il Prg approvato in Consiglio comunale nel 1976, previsto quindi ancor prima negli Anni Sessanta, e nel quale si ipotizzava un boom di residenti sino ad oltre 20 mila, mentre poi nei fatti Taormina si è fermata alle porte degli 11 mila abitanti.

150mila euro per far ripartire l’iter. Tuttavia, quella previsione errata ha liberato allora zone divenute edificabili per insediamenti che non erano necessari e che sono rimaste disponibili per la realizzazione di voluminosi complessi, per lo più riferiti a seconde case e residenze stagionali. Serviranno almeno 150 mila euro del bilancio comunale, a quanto pare, per far ripartire l’iter e si dovranno effettuare una serie di passaggi burocratici mediante incarichi esterni di tecnici, la preparazione di una serie di studi e un aggiornamento complessivo dello strumento urbanistico bocciato a suo tempo dagli uffici al Territorio ed Ambiente della Regione Siciliana. Proprio la Regione ha indicato come commissario l’architetto, Donatello Messina, con pieni poteri per provare ad accelerare il percorso procedurale ormai impantanato. E, intanto, a quanto pare andrà rifatta anche la Valutazione di impatto ambientale.

© Riproduzione Riservata

Commenti