Franco Maria Ricci nella sua biblioteca (foto: Andrea Bertolotti)
Franco Maria Ricci nella sua biblioteca (foto: Andrea Bertolotti)

Un giardino composto interamente da piante di bambù alte fino a quindici metri e appartenenti a venti specie diverse. Il Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci è stato scelto dal club Grandi Giardini italiani come sede della riunione annuale. Una volta all’anno i proprietari dei giardini si incontrano in uno dei giardini soci per scambiarsi esperienze e discutere di nuove idee e approcci innovativi per quanto riguarda la cura, l’impostazione e la promozione dei propri giardini. A rappresentare Taormina Francesco Spadaro, direttore del Museo Casa Cuseni e del suo giardino storico.

A Colazione con Laura e Franco Maria Ricci. Mercoledì scorso Francesco Spadaro è stato ospite di Franco Maria Ricci e della moglie Laura nella sede museale del Labirinto della Masone, in provincia di Parma. Presenti i direttori ed i proprietari delle grandi ville Toscane, dei blasonati giardini lombardi, di Vanaria Reale e della Regia di Caserta, di Castel Gandolfo e dei Giardini vaticani, e per finire di quasi tutti i Grandi Giardini Siciliani. Il circuito mette insieme 122 giardini in 11 regioni d’Italia, Città del Vaticano e Svizzera (Canton Ticino), in un modo nuovo di scoprire giardini di spettacolare bellezza e alto livello di manutenzione, vanto della cultura Italiana e aperti alle visite. «La giornata è iniziata con la visita del Museo privato e del Labirinto della Masone – racconta il direttore di Casa Cuseni – un luogo magico, spirituale, un giardino di Bambù progettato dallo stesso Franco Maria Ricci con l’aiuto dello scrittore Argentino Jorge Luis Borges poi la colazione di lavoro e la riunione annuale dei Grandi Giardini Italiani».

Riunione annuale dei Grandi Giardini Italiani. In questo scenario unico sono state approntate le strategie organizzative ed il marketing per sviluppare il turismo di qualità, un turismo colto che sceglie le località per vivere un’esperienza unica. La Città di Taormina è stata rappresentata da Casa Cuseni, con il suo Museo ed il suo magnifico giardino inglese, il più antico della città, costruito su tredici terrazzamenti e sette livelli dove, seguendo il percorso stabilito raggiungerete un parterre che rappresenta il Tempio di Re Salomone, il percorso che l’illuminato deve fare per giungere alla conoscenza. Un percorso esoterico raffinatissimo, voluto dagli architetti che lo costruirono oltre cento anni addietro ed ancora perfettamente integro. Tematiche a confronto per la ricerca di soluzioni in contro-tendenza al mercato globale.

Casa Cuseni ha presentato il suo giardino. «Avevo letto e sapevo dei famosi giardini italiani – racconta Francesco Spadaro – del giardino della Reggia di Caserta, il giardino di Boboli a Firenze, Vanaria Reale in Piemonte, il Giardino Giusti a Verona, Hambury in Liguria, le famose ville Venete e Toscane, i blasonati giardini Lombardi, i giardini vaticani, La Mortelle ad Ischia. Molti li avevo già studiati a scuola, alcuni nel mio tempo libero, ma conoscere i loro rappresentanti, essere lì tutti insieme, nella stessa sala e seduti nello stesso tavolo è stata una gioia incontenibile che è diventata emozione quando abbiamo rispettivamente presentato i nostri giardini. Tutti conoscevano Taormina ma è stato emozionante scoprire che tutti, proprio tutti, sapevano di Casa Cuseni e del progetto di recupero che stiamo realizzando. La parola Casa Cuseni era a loro familiare, e questo per noi è stato motivo di grande orgoglio e soddisfazione e ci darà la forza di continuare in un percorso impervio, difficile, economicamente proibitivo ma, giorno dopo giorno, restituiremo questo grande gioiello alla nostra città».

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