Presunto Cimitero di Taormina nella Fiction Squadra Antimafia
Presunto Cimitero di Taormina nella Fiction Squadra Antimafia

Dall’archivio di “Crisalide” alla gita dei bambini, la fiction “Squadra Antimafia” addolcisce la pillola alla Città di Taormina e torna a citarla, stavolta senza discutibili richiami televisivi a torbidi intrecci (cinematografici) con Cosa Nostra o i Servizi Segreti e poteri deviati dello Stato. Nelle scene iniziali della puntata trasmessa su Canale 5 venerdì 4 novembre, la nona dell’ottava serie, infatti, l’ispettore Carlo Nigro (Giulio Berruti), si reca dalla moglie Rebecca (Ester Vinci) per chiedere notizie della loro figlia e gli viene risposto: «Bea è a Taormina in gita con la scuola». Stavolta nulla da eccepire sul tenore soft di questa fugace citazione, morbido richiamo distinto e distante dalle sequenze proposte dalla produzione della fiction nella passata serie.

Immagine impietosa. Mercoledì 30 settembre 2015, nella quarta puntata di “Squadra Antimafia 7”, era stata, infatti, girata una scena con tanto di sparatoria idealmente ambientata “al cimitero di Taormina”. In quella circostanza il personaggio della dottoressa Anna Cantalupo, vicequestore aggiunto della “Duomo” (interpretato da Daniela Marra), in una telefonata al vice questore Davide Tempofosco (Giovanni Scifoni) affermava: «Siamo al cimitero di Taormina, abbiamo bisogno di rinforzi, Spagnardi sta per prendersi l’archivio di Crisalide». Frase, a sua volta, preceduta dall’espressione: «Facciamo sequestrare e perquisire il cimitero da cima a fondo». Poi scene da far west, inseguimenti ed un conflitto a fuoco. In tal caso, col nome di “Crisalide”, veniva accostata al nome di Taormina l’esistenza di una cellula segreta che, stando sempre alla trama del telefilm, era nata all’interno delle Istituzioni per “arginare” il sistema mafioso intervenendo laddove lo Stato non poteva fare niente. Uno dei personaggi di “Squadra Antimafia” portava quindi al collo la “chiave” di Crisalide, un segnalatore di posizione per l’archivio di Crisalide, consistente in un hard disk nascosto in una tomba con cassaforte del (presunto) camposanto di Taormina. Il cimitero di Taormina mostrato dalla fiction non era il vero cimitero di Taormina ma soprattutto al camposanto nella vita reale non si è mai verificata nessuna sparatoria o episodio del genere. Le immagini andate in onda sono ancora li, ben visibili a chiunque, con 17 lunghi minuti (inframmezzati da qualche altra sequenza) incentrati sullo scontro all’ultimo sangue tra buoni e cattivi proprio nella presunta casa dei defunti di Taormina.

Accostamenti che non giovano alla città. Tuttavia, forse l’aspetto ancor più paradossale della vicenda è che dalle parti della località ionica nessuno, a quanto pare, da un anno a questa parte si sia accorto, scomodato né infastidito per quell’accostamento tra Taormina e Crisalide (con i relativi annessi e connessi), “spot” mediatico poco generoso verso la capitale del turismo siciliano in pratica inglobata nella rete dei territori ad alta tensione, sino a crocevia delle trame oscure di un’organizzazione non ufficiale di Servizi Segreti italiani. Quelle scene sono state viste in televisione da milioni di persone ed in seguito sono rimaste sul Web. A ben riflettere, il retrogusto è ancor più amaro e stride beffardo col futuro assai prossimo, se si pensa che Taormina si appresta ad ospitare il G7. Tanto più se ci si ricorda come si sia arrivati alla scelta della sede del G7 2017: «Qualche tempo fa un’autorevole leader mi ha detto che la Sicilia è terra di mafia – ha dichiarato il premier Matteo Renzi -. Per questo ho deciso di fare il G7 a Taormina, per dimostrare che non è così e per mostrare al mondo questa terra di una bellezza senza fine». Sul fatto oggettivo che, dalla fantasia alla realtà, Taormina, pur tra i suoi vari innegabili problemi, sia un posto del tutto sicuro e tranquillo dove nei cimiteri o per le strade non si spara, sarà d’accordo senza dubbio la Taodue Srl, (stimabile) società che ha prodotto “Squadra Antimafia” e numerose altre fiction di grande successo. Come direbbero pure loro: «I fatti e i personaggi rappresentati nella presente opera e i nomi e dialoghi ivi contenuti, sono frutto dell’immaginazione e della libera espressione artistica degli autori. Ogni similitudine, riferimento o identificazione con fatti, persone, nomi o luoghi reali è puramente casuale e non intenzionale».

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