Taormina, Piscina Comunale
Taormina, Piscina Comunale

Si comincia a parlare a Palazzo dei Giurati degli scenari per il futuro della piscina comunale di Taormina e spunta soprattutto l’ipotesi di un bando per la gestione del sito nei prossimi anni. Al Corpo Volontario di Soccorso in Mare (Cvsm), attuale ente gestore dell’impianto natatorio, come si ricorderà, è già stato da tempo comunicato che dovrà lasciare i locali di contrada Bongiovani entro il 9 marzo del 2017.

Si pensa al futuro. Allora, a pochi mesi, ormai, da quella scadenza il Comune inizia a fare delle valutazioni sul futuro della struttura che nel 2008 è stata affidata al Cvsm ma la cui gestione non è mai decollata, trovandosi anzi al centro di innumerevoli polemiche e altrettante vicissitudini che hanno progressivamente spinto una larga parte di utenza a spostarsi in altre piscine (sino anche a Linguaglossa in alcuni casi). Non a caso il Comune, tramite apposito legale (l’avv. Davide La Rosa) si sta muovendo con un tentativo di recupero «delle somme relative al pagamento delle utenze Enel e Gas anticipate dal Comune di Taormina relativamente alla gestione da parte del Corpo Volontario Soccorso in Mare del Centro sportivo, per la gestione della piscina e gli impianti sportivi». Dall’altra parte simili iniziative ha preannunciato il Cvsm verso Palazzo dei Giurati, ritenendo che il contratto dia ragione all’ente gestore (e cioè sul fatto che le utenze sono in effetti a carico del Comune) e si è detto pronto ad attivare, a sua volta, un’azione legale contro l’ente locale per inadempienze e mancata collaborazione nelle procedure finalizzate a consentire l’ammodernamento dell’area di contrada Bongiovanni tramite opere che erano state finanziate a suo tempo per 490 mila euro dal Credito Sportivo.

Tensione tra le parti. I rapporti tra Comune e Cvsm sono, in buon sostanza, ai minimi storici da mesi e anni: il Comune aspetta di poter attuare lo sfratto mentre il Cvsm ricorda che il contratto sottoscritto nel 2008 è da 9 anni + altri 9 che sarebbero diventati, strada facendo, 18 anni senza opportunità di interruzione anticipata quando venne chiesta e ottenuta la fidejussione all’ente locale per la richiesta di finanziamento al Credito Sportivo. Di sicuro, in un modo o nell’altro, ci sia avvia verso il bivio finale di una vicenda in cui c’è già chi, senza averne alcuna colpa, ha perso: quei tanti cittadini che in questi anni hanno, legittimamente, atteso e sperato venisse resa moderna e funzionale l’intera zona comunale di contrada Bongiovanni. La realtà racconta che i cittadini e gli utenti non solo di Taormina, invece, si ritrovano in presenza di un’area fatiscente, dove attorno alla piscina c’è un disastro. I campetti sono invasi dalle erbacce, c’è una frana da anni mai sistemata che avanza verso valle, il tetto (già danneggiato due anni fa dalle intemperie) rimane in condizioni precarie, e basta davvero poco per accorgersi di diverse altre problematiche. Dovevano sorgere da quelle parti una club house, un ristorante, i campetti avrebbero dovuto accogliere gli appassionati di basket e volley: ma la cittadella dello sport è rimasta un sogno proibito, chimera in salsa taorminese d’inizio Terzo Millennio e niente di più.

Ipotesi futuristica. E adesso c’è chi avanza pure una suggestiva proposta alternativa in città, invitando l’Amministrazione a far smantellare l’attuale complesso natatorio e realizzare un palazzetto dello sport. Non sarebbe da escludere, secondo alcuni, che negli stessi terreni di contrada Bongiovanni possa un giorno nascere un palasport da circa 2 mila posti. Un polifunzionale da approntare accanto alla piscina o forse – ipotesi difficile, non impossibile – che si decida di dire addio alle attuali vasche per coprirle con un parquet allocando quindi li stesso, all’interno della struttura natatoria, un palasport coperto, ad esempio per basket, pallavolo o per qualche appuntamento di tennis indoor senza dimenticare l’eventualità di accogliere concerti e spettacoli nei mesi invernali. In tal caso, una tribuna (ampliabile) già esiste e bisognerebbe insomma soltanto realizzarne altre due. Il Palasport è un vecchio “sogno” dei taorminesi, uno dei tanti rimasti irrealizzati nella Taormina “dormiente” dell’ultimo ventennio.

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