Prosegue la contesa tra il Coro Lirico Siciliano e la Fem, Fondazione Festival Euro Mediterraneo. Della vicenda si è occupato nelle scorse ore il programma tv “Striscia la Notizia”. Il tg satirico di Canale 5 ha mandato in onda un servizio con intervista ad Alberto Maria Munafò, presidente del Coro Lirico Siciliano che da tempo reclama mancati pagamenti da parte della Fem per opere andate in scena a Taormina e Siracusa.

L’inviato Moreno Morello ha intervistato Munafò su «un problema che si trascina da anni». «Dal 2011 – ha detto Munafò ai microfoni di “Striscia” – siamo stati scritturati da una importante fondazione, che svolge opere nei teatri di Taormina e Siracusa, ma non siamo stati pagati sino ad oggi». «La prima insolvenza c’è stata nel 2012, per “Norma”. Il sistema era di dare degli anticipi per cui noi chiaramente avevamo un pochino di sicurezza. L’anno successivo, stimolati da questi acconti, abbiamo nuovamente accettato di collaborare con Rigoletto e Cavalleria Rusticana». «Il saldo è intervenuto dopo?», chiede Morello. La risposta è “no”. «Poi il terzo anno consecutivo abbiamo eseguito “Aida” di Verdi e poi “Cavalleria Rusticana” e “Pagliacci”». Morello, nel richiamare «crediti sommati dal Coro per 140 mila euro e molti altri che reclamano pagamenti» ha chiamato il direttore artistico al telefono «che però dice di occuparsi di un’altra associazione» e replica: «noi non abbiamo niente a che vedere con un’altra fondazione che ha un nome simile al nostro ma non ha niente a che vedere con noi».

Il documento del Coro. Sull’argomento ci è stata inviata proprio in queste ore ore una nota del Coro Lirico Siciliano, che riportiamo di seguito: «È andato in onda lunedì sera su “Striscia la Notizia” – scrive il Coro Lirico Siciliano – un servizio sul caso dei mancati pagamenti da parte della Fondazione FEM – Festival Euro Mediterraneo – Taormina Festival, diretta dal regista Enrico Castiglione per gli spettacoli tenutisi nei Teatri di Taormina e Siracusa negli anni 2012, 2013, 2014, 2015. Come è ormai noto, la FEM non ha provveduto, negli anni, al pagamento delle spettanze di direttori d’orchestra, artisti solisti, artisti del coro, professori d’orchestra, maestranze, tecnici, ditte di noleggio autobus e trasporti, ristoranti, negozi e così via discorrendo. Diversi artisti e varie ditte hanno tentato, quasi mai o solo in parte riuscendoci, a percorrere le vie legali per il recupero delle somme dovute e, tra questi, la scorsa estate il Coro Lirico Siciliano, delle cui prestazioni professionali la Fem si è servita negli anni dal 2012 al 2015. Il CLS si è reso protagonista di una serie di azioni, giudiziarie e non, anche eclatanti, come sequestri giudiziari degli incassi, scene e costumi di opere e concerti che si stavano dando al Teatro Antico di Taormina, nonché alla diffusione di volantini di protesta dove si spiegava ai turisti e al pubblico intervenuto cosa stava accadendo e perché. Adesso la notizia ha varcato i confini regionali approdando negli studi di Striscia la Notizia, dove Moreno Morello ha confezionato un servizio molto particolare con l’intervento artistico anche dello stesso coro che ha intonato alcuni passi di opere liriche per spiegare al pubblico l’accaduto. Nello stesso servizio un contributo telefonico del “deus ex machina” Enrico Castiglione, il quale, però, nega di avere qualsiasi coinvolgimento e, addirittura, di avere mai avuto a che fare con la stessa FEM: ma non erano sue tutte le regie di tutte le opere degli ultimi 5 anni? Gli artisti e le maestranze, però, indicano esclusivamente Castiglione come colui che ha fatto da ponte con la FEM e li ha, anche se non formalmente, scritturati».

Cambio di denominazione. «In effetti – prosegue la nota del Coro Lirico Siciliano – questa estate gli spettacoli a Taormina erano ufficialmente organizzati da un’altra associazione, la A-FEM, di cui risulta essere presidente lo stesso Castiglione, ma, come dice lo stesso Morello nel servizio, evidentemente questa “commistione” tra associazioni, FEM e A-FEM, non è passata inosservata nemmeno all’Ufficiale Giudiziario Luciano Freni della Corte d’Appello di Messina, che, su disposizione del Tribunale di Roma, ha proceduto comunque ai sequestri degli incassi di tutte le serate in programma, nonostante ufficialmente fossero organizzate da A-FEM e non da FEM. Nel servizio, Morello si presenta nella sede della A-FEM e fa squillare il telefono della FEM, telefono che però squilla nella sede A-FEM e la voce risponde “Fondazione FEM – Taormina Festival”. Una vicenda, insomma, che ha visto diversi coup de théâtre e certamente produrrà ancora molti risvolti e strascichi giudiziari e non, con la Regione Sicilia che qualche mese fa ha avviato la procedura di revoca di un importante finanziamento di diverse centinaia di migliaia di euro precedentemente concesso proprio alla FEM e un esposto del deputato regionale siciliano del M5S Stefano Zito, presentato in ben cinque procure italiane per chiarire i rapporti tra Enrico Castiglione, la FEM, la A-FEM e altre società che potrebbero essere a lui collegate e a cui la Regione Sicilia ha in passato accordato importanti finanziamenti. In realtà, infatti, al di là di denominazioni come associazioni, fondazioni, festival vari, il comune denominatore di tutti questi enti è la figura di Enrico Castiglione, che li ha fondati e in alcuni casi li presiede o dirige o ne è il factotum». Rimane, insomma, irrisolta la querelle dei mancati pagamenti, che aveva portato in estate al sequestro da parte dell’Ufficiale giudiziario dell’incasso (30 mila euro) di “Madama Butterfly” (opera andata in scena al Teatro Antico di Taormina) ai danni della Fondazione “Fem”. Siamo a disposizione per eventuali repliche o chiarimenti della “Fondazione” Fem, di Enrico Castiglione e di chiunque altro ritenga opportuno intervenire sulla vicenda.

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