Tribunale di Messina
Tribunale di Messina

Il Riesame del Tribunale di Messina scarcera Giuliano Salpietro, il 29enne di Paternò, arrestato a settembre dalla Polizia per aver aggredito una ragazza in strada, nel luglio scorso. Secondo il Riesame, le prove contro di lui non reggono.

L’episodio. Salpietro era stato ritenuto responsabile dei reati di violenza sessuale e lesioni personali nei confronti di una giovane donna di 23 anni. All’alba dello scorso 29 luglio, la vittima mentre stava facendo rientro a casa da sola e a piedi venne seguita da un uomo. La donna, impaurita, si fermò per farlo passare ma il suo aggressore, invece di proseguire la sua marcia avrebbe afferrato la malcapitata per un braccio e, tenendole la bocca tappata nel tentativo di evitare che urlasse, con violenza l’avrebbe poi costretta a subire atti sessuali, consistenti nel palpeggiamento in tutto il corpo. La reazione della giovane donna, che oppose resistenza mordendo il suo assalitore alla mano, fece desistere l’aggressore costringendolo ad allontanarsi. Secondo il Collegio della libertà, tuttavia gli indizi non sono sufficienti ad identificare in Giuliano Salpietro l’uomo che aggredì la ragazza. Il Collegio, ascoltati gli avvocati difensori del ragazzo, Salvatore Asero Milazzo e Alfio Domenico Leanza, ha disposto l’immediata scarcerazione di Salpietro, che al momento dell’arresto aveva la fedina penale pulita, e adesso in una nota proprio Giuliano Salpietro si difende e interviene per affermare la sua innocenza e dare quindi la sua versione dei fatti sull’accaduto.

Le parole dell’accusato. «Indagato come in atto nel procedimento penale 5971/2016 pendente dinnanzi la Procura della Repubblica di Messina – scrive Salpietro -, sono stato sottoposto alla misura cautelare coercitiva degli arresti domiciliari, con ordinanza notificatami il 21 settembre 2016. Nella mattinata del 22 settembre constatavo con mia grande amarezza la pubblicazione su diversi giornali on line e sulla carta stampata la notizia del mio arresto, con tanto di indicazione analitica dei miei dati anagrafici (nonostante il sottoscritto sia persona assolutamente incensurata e la questione sia ancora oggetto di verifica processuale), dei reati in contestazione nonchè di una serie di dettagli inquietanti di questa vicenda. Non riesco proprio a capire chi abbia potuto dare l’input, o peggio ancora l’autorizzazione, alla divulgazione della notizia, che se da un lato poteva obbedire ad un sacrosanto diritto di cronaca, dall’altro però non avrebbe potuto e divulgare cosi serenamente i dati personali del sottoscritto. Ma tornando alla vicenda processuale che mi occupa, il sottoscritto si è subito attivato con l’ausilio tecnico degli avvocati Salvatore Asero Milazzo e Alfio Domenico Leanza nonchè del medico legale prof. Orazio Cascio, proponendo istanza di Riesame al Tribunale di Messina, che si riuniva per deliberare in data 6 ottobre. Il giorno successivo veniva emesso il dispositivo del provvedimento che, annullando l’ordinanza di custodia cautelare, disponendo la mia “immediata” scarcerazione. Ho atteso che venissero depositate le motivazioni, cosa avvenuta in data 27 ottobre, per verificare che l’annullamento verte appunto sulla “carenza della gravità indiziaria”».

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