Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa
Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa

E se fosse una donna il prossimo Governatore della Regione Sicilia? La corsa al dopo-Crocetta si tinge sempre più di rosa e l’orientamento politico al femminile è soprattutto la strategia che proverà, a quanto pare, a percorrere il premier Matteo Renzi, che sta infatti valutando due nomi per la candidatura alla presidenza: la tentazione forte è Giusi Nicolini, l’attuale sindaco di Lampedusa, ma in corsa ci sarebbe anche Michela Giuffrida, eurodeputato che rappresenta un’alternativa forte all’interno dell’area Pd e non solo. L’unica certezza al momento è che Crocetta sia stato già scaricato dai democratici e dal presidente del Consiglio in primis, anche se lo stesso Crocetta si dice pronto in ogni caso ad andare avanti per la sua strada e a ricandidarsi comunque.

La sindaca-simbolo. Renzi sa che nei sondaggi c’è una montagna da scalare a mani nude, aveva pensato a una candidatura di Davide Faraone e ci pensa ancora, ma teme il vento grillino che sembra far presagire un’affermazione primaverile del Movimento Cinque Stelle alle prossime Regionali e allora il nome che si fa avanti nei suoi pensieri è sempre più quello della Nicolini, donna simbolo dell’accoglienza dei migranti a Lampedusa e che non a caso è stata insieme al premier in visita da Obama negli Stati Uniti nei giorni scorsi. Secondo alcuni si sarebbe trattato di una vera e propria investitura mediatica per Giusi Nicolini come candidata alla Presidenza della Regione Sicilia, una prova generale davanti agli occhi della stampa internazionale. L’idea è quella di opporre una figura emergente e che sia credibile e inattaccabile, meglio ancora se donna, all’avanzata del M5S che potrà puntare la campagna elettorale sul flop del Governo Crocetta e dell’area politica che lo sostiene. «Sono indignata dall’assuefazione che sembra avere contagiato tutti, sono scandalizzata dal silenzio dell’Europa che ha ricevuto il Nobel della Pace e che tace di fronte ad una strage di migranti che ha i numeri di una vera e propria guerra – ha detto la Nicolini -. Sono sempre più convinta che la politica europea sull’immigrazione consideri questo tributo di vite umane un modo per calmierare i flussi, se non un deterrente. Ma se per queste persone il viaggio sui barconi è tuttora l’unica possibilità di sperare, io credo che la loro morte in mare debba essere per l’Europa motivo di vergogna e disonore». Parole e toni che fanno riflettere sul piano sociale e che, secondo il Premier, potrebbero di riflesso ribaltare gli equilibri e arrivare al cuore dei siciliani, oggi per larga parte decisi a non votare il Pd perchè lo identificano nel partito del Governo Crocetta.

L’alternativa. Ma c’è anche una sfidante che, a detta di molti, sarà in corsa per la nomination alla presidenza o forse a pieno titolo lo è già. Stiamo parlando della catanese Michela Giuffrida, eletta con la lista del Partito democratico alle Europee del 2014, eurodeputato del gruppo S&D (Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici), componente della delegazione italiana del Pd. La Giuffrida, giornalista professionista è stata a lungo fra i volti più noti e maggiormente stimati della televisione siciliana, prima di essere eletta al Parlamento europeo, ed è stata direttore del Tg di Antenna Sicilia e corrispondente del quotidiano La Repubblica. Per il suo impegno professionale, nel 2010, la Presidenza della Repubblica Italiana le ha conferito l’onorificenza di Cavaliere. Michela Giuffrida si è fatta apprezzare e ha confermato di avere il carattere e le qualità per ambire alla prima poltrona della politica siciliana. E’ un nome che riscuote non pochi sostenitori, pronti a spingere per la sua investitura.

In casa grillini. E poi c’è il M5S. Qui appare sempre più possibile o probabile che anche il Movimento Cinque Stelle possa orientarsi per la scelta di una donna come candidata alla presidenza della Regione Siciliana. Si continua a parlare di una investitura bis per Giancarlo Cancelleri ma salgono vertiginosamente le chance della messinese Valentina Zafarana, capogruppo del M5S la cui lucida sfrontatezza al debutto in politica ha sorpreso parecchi “vecchi leoni” dell’Assemblea Regionale. Il resto lo hanno fatto la preparazione e l’umiltà di una new entry che non ha perso di vista il contatto quotidiani con gli attivisti e con la gente, dimostrandosi all’altezza della situazione sui temi che contano e i nodi irrisolti della politica siciliana. La Zafarana in silenzio e senza fare proclami scala, insomma, posizioni e aumenta il suo indice di gradimento tra gli attivisti e i simpatizzanti del movimento grillino. Prevedibile e per certi versi ineludibile il paragone che già si fa, con una certa insistenza, tra lei e la sindaca di Roma, Virginia Raggi, come se si vada nella direzione di un’altra Raggi in rampa di lancio. La deputata messinese per adesso guarda avanti senza farsi condizionare dall’ingombrante paragone e dalle voci elettorali, anche se chi la conosce bene e chi l’ha vista impegnata all’Ars non ha dubbi nel vederla pronta a raccogliere l’eventuale sfida e le riconosce la giusta determinazione. Un altro piglio, insomma, rispetto alle titubanze decisionali sin qui mostrate dalla collega capitolina.

Musumeci pronto a scendere in campo. Almeno per adesso, infine, si va verso candidatura al maschile nell’area di centrodestra dove è quasi certa la nomination di Nello Musumeci, che sta aspettando di vedere le mosse dei partiti per decidere se correre da solo o provare ad aggregare una larga coalizione attorno alla sua figura. Resta in gioco però anche l’eurodeputato Salvo Pogliese, e non si esclude qualche altro competitore. Senza dimenticare che al centro c’è un possibile candidato che si starebbe già muovendo a fari spenti per verificare l’opportunità di intercettare consensi dai due principali poli dello scacchiere, ovvero Gianpiero D’Alia, pronto a mettersi in gioco e a scendere in campo se dovessero esserci i presupposti.

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