Mosaico presente all'esterno del Palazzo dei Congressi
Mosaico presente all'esterno del Palazzo dei Congressi

«Aspettando l’insindacabile giudizio sull’organizzazione del Festival 2017, sempre a proposito della rassegna cinematografica sarebbe intanto opportuno cancellare, una volta per tutte, la vergogna delle scritte finali di quella lapide affissa sulla facciata laterale del Palacongressi». La richiesta arriva dal consigliere comunale Eugenio Raneri, che torna all’attacco sulle vicende di TaoArte e stavolta punta l’attenzione sul mosaico presente ormai dal 2013 all’esterno del Palazzo dei Congressi, sulla parte laterale che dà in Via Teatro Greco, Venne collocato esattamente nella primavera di tre anni fa in occasione della 60esima edizione del Festival del Cinema di Taormina. Nulla da eccepire sugli attori e sui relativi nomi dei divi che vengono elencati, e che indubbiamente rappresentano autentiche pagine di storia di Taormina e della rassegna: è il resto che scatena la polemica e che, non solo a detta di Raneri, suscita perplessità e appare qualcosa di simile ad una inopportuna forma di “autocelebrazione”.

Personaggi senza storia. «Più volte sono intervenuto in merito alla lapide messa in Via Teatro Greco sulla facciata esterna del Palazzo dei Congressi – dichiara Raneri – e l’ho ribadito anche nella scorsa seduta di Consiglio comunale. Non si riesce a capire e sapere, ancora oggi e da anni, chi sia stato l’illuminato che ha autorizzato quella collocazione. A prescindere, in ogni caso, da chi abbia dato l’autorizzazione, tutto ciò che non riguarda gli attori e i divi del festival rappresenta un’offesa alla Città di Taormina, a Taormina Arte, al Comune di Messina e alla ex Provincia regionale di Messina. E’ un autoincensamento e autocelebrazione di persone e personaggi che non hanno storia, né arte né parte con la Città di Taormina. Non si capisce per quale motivo l’Amministrazione, più volte sollecitata a rimuovere la parte finale di quelle scritte, voglia continuare a far finta di niente e a tollerare quella indecenza, nonostante i molteplici solleciti fatti ai vari assessori succedutisi nel tempo sino all’attuale Giunta e all’ultimo Consiglio comunale. Evidentemente al sindaco piace».

Repliche social. Raneri invece non ha voluto rilasciare dichiarazioni, almeno per il momento, sugli sviluppi più recenti della questione del bando per il festival, ma un eloquente commento lo ha comunque postato nelle scorse ore su un noto social network. «Illazioni subdole? Ignoranza? Malafede? Fango? Confusione tra manifestazione di interesse e bando di gara? Dall’insindacabile giudizio del Comitato Taormina Arte alla Commissione composita. Nessuno mette in dubbio niente, ma non si può far passare la “gazzosa” per “champagne”, come non si può interpretare la legge per “l’uso dove convenga”. Non essendo stato mai un iscritto dell’Accademia degli onniscienti ne a quella dei tuttologi, quello che c’era da osservare sull’avviso di interesse è stato messo per iscritto senza insinuazione e/o illazione alcuna; quello che doveva essere ricondotto, invece, nella normale dialettica politica lo è stato fatto con un’interrogazione urgente ad oggi priva di risposta».

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