La signora Carmela Amoroso
La signora Carmela Amoroso

«L’ascensore della palazzina in cui abitiamo non è più funzionante, la corrente è stata staccata perché i condomini non vogliono pagare le bollette. Mia moglie è malata e ha bisogno di utilizzarlo per andare a curarsi in ospedale. Aiutateci, stiamo vivendo un incubo». Il grido di dolore, l’appello arriva da Angelo Intelisano, impiegato dell’Asm di Taormina. Sua moglie, la signora Carmela Amoroso, lotta contro una malattia rarissima e in questi anni ha dovuto anche faticare per ottenere l’attivazione del contatore dell’ascensore esistente nella palazzina dove lei e Angelo vivono (di proprietà Iacp), a Castelmola in contrada Ogliastrello.

Bloccata in casa. La vicenda sembrava ormai essersi risolta per il meglio e invece da qualche giorno, Carmela non può più uscire di casa perché l’azienda erogatrice dell’energia elettrica si è vista costretta a staccare la fornitura di energia che consente il funzionamento dell’ascensore. Angelo e la moglie sono in regola con i loro pagamenti, il problema è che i condomini non hanno pagato tre fatture e tale morosità ha portato allo stop dell’ascensore. L’importo complessivo che risulta non pagato dai vicini di casa dei signori Intelisano è di 504 euro. Risultano, nel dettaglio, non pagate tre fatture: una da € 162,09 con scadenza al 24/09/2016, una da € 164,79 che scadeva il 25/07/2016 e un’altra da € 178,01 che è scaduta il 24/05/2016. Per questo è stata inviata al condominio una raccomandata di preavviso distacco inviata il 09/09/2016 e, perdurando la morosità, è stato disposto il distacco della distribuzione, eseguito il 20 ottobre scorso.

Disperazione. «L’elevatore – spiega Angelo Intelisano, impiegato dell’Asm,– comporta un normale costo periodico per la fornitura del relativo servizio. Ogni famiglia abitante nelle case popolari deve così pagare la sua quota all’Enel ma ora alcuni condomini hanno deciso di non pagare più. Sostengono che l’elevatore per loro non è un servizio essenziale. Per mia moglie invece è una cosa fondamentale. Non sappiamo davvero come fare, lanciamo un appello a chiunque possa aiutarci. Siamo disperati». La fornitura di energia elettrica per l’ascensore e l’avvenuta installazione del nuovo contatore elettronico sembravano aver posto fine nell’autunno del 2014 ad una lunga querelle. Di questa vicenda si era anche interessato l’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che inviò un messaggio di solidarietà alla donna. Ma ora il caso, dunque, si riapre e c’è una nuova emergenza.

Stato di emergenza. Carmela ha bisogno che l’elevatore sia funzionante, per raggiungere con minori difficoltà l’ospedale San Vincenzo ed altre strutture per i dovuti controlli. La donna combatte con grande orgoglio e coraggio, contro una malattia rara che l’ha costretta a vivere con la bombola d’ossigeno ed in carrozzella, a causa della “Mcs” (Sensibilità chimica multipla). Carmela si è trovata ad essere impossibilitata a condurre una vita normale, a non poter rimanere sola, perché persino la presenza di fumo o di un profumo potrebbe scatenare una grave crisi. L’ennesimo inconveniente rischia di far precipitare nello sconforto Carmela e Angelo, che lottano quotidianamente con encomiabile forza contro le avversità del destino. C’è bisogno di una soluzione risolutiva al più presto e che qualcuno possa aiutare gli sfortunati protagonisti di questa storia.

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