Il dottor Antonio Iannello riceve il premio dal sindaco di Torregrotta Corrado Ximone
Il dottor Antonio Iannello riceve il premio dal sindaco di Torregrotta Corrado Ximone

L’introduzione della chirurgica robotica ha radicalmente cambiato il modo di fare chirurgica. E Antonio Iannello, chirurgo messinese, lo sa bene. Insieme all’equipe del reparto di urologia dell’ospedale San Giovanni di Roma, ormai da tempo sta sviluppando un nuovo approccio alla chirurgia, un robot guidato a distanza che interviene sui pazienti affetti di cancro, nel suo caso in particolare alla prostata. Ma è nella sua Torregrotta che riceve un riconoscimento per l’impegno nel campo della chirurgia robotica applicata all’urologia. In occasione dei festeggiamenti per il 93° anniversario dell’autonomia Torrese, durante la serata “Torresi di ieri e di oggi” svoltasi domenica 23 ottobre nell’aula consiliare, l’amministrazione comunale, nella persona del primo cittadino di Torregrotta Corrado Ximone, ha voluto conferire al dottor Iannello un attestato di benemerenza per la sua competenza e professionalità, ed in particolare “per far parte di quella nicchia di urologi che in Italia opera nel campo della chirurgia robotica, nuova frontiera ed avanguardia della chirurgia urologica”.

La chirurgia robotica. Negl’ultimi anni abbiamo assistito alla comparsa nel panorama medico di numerosissime innovazioni che hanno permesso di fare cose che fino a pochi anni fa sembravano impossibili. Ad oggi il sistema più famoso di prostatectomia radicale robotica disponibile è il robot Da Vinci, attraverso il quale si evita l’incisione chirurgica tipica dell’approccio “a cielo aperto” o laparoscopico, in quanto l’intervento viene eseguito attraverso strumenti chirurgici che entrano nel corpo del paziente attraverso alcuni “trocars”, piccoli tubicini cavi, attraverso incisioni addominali di 8mm-1cm. Il chirurgo controlla il robot Da Vinci seduto davanti ad una consolle, con l’ausilio di un “joystick” dal quale comanda il movimento dei bracci robotici. Dentro i bracci robotici sono inseriti strumenti operativi chiamati polsi ruotanti (EndoWrist) che consentono di raggiungere luoghi del corpo umano difficili, incidere e suturare con precisione. Il sistema robotico Da Vinci include inoltre una telecamera doppia che permette al chirurgo una visione tridimensionale (profonda e ad alta definizione del campo operatorio), ed una visione magnificata (ingrandita 15-20 volte). Il tremore naturale delle mani viene eliminato da un filtro elettronico che assicura un controllo degli strumenti, stabile e sicuro. La tecnica non toglie “manualità” rispetto al contatto diretto col paziente, in quanto le braccia robotiche posso ruotare di 360 gradi, essere mosse in ben sette direzioni e con 90 gradi di articolazione. Tutto ciò garantisce una manovrabilità estremamente accurata, millimetrica e movimenti più fini e ampi della mano umana soprattutto durante i passaggi più delicati. I gesti ridimensionati con riduzione di 6cm a 1cm, cioè ad un movimento di 6cm con il “joystick” corrisponde 1 cm all’ interno del corpo del paziente, sono progettati per consentire una maggiore precisione rispetto alla chirurgia manuale.

I vantaggi. Numerosi sono i pazienti sottoposti a prostatectomia radicale Da Vinci che mostrano un recupero della continenza urinaria più rapido e una percentuale più elevata di ritorno alla funzione sessuale rispetto ai pazienti trattati con la chirurgia aperta o laparoscopica. Sulla base dei risultati scientifici si può concludere che la prostatectomia robotica Da Vinci supera le limitazioni della chirurgia aperta e laparoscopica. In ambito urologico il robot Da Vinci oltre all’asportazione della prostata in caso di tumore è utilizzato nell’asportazione parziale (tumorectomia) o totale di tumore al rene (nefrectomia radicale),nella pieloplastica (correzione di un restringimento congenito della giunzione trapelvi renale ed uretere) e nella asportazione totale della vescica per tumore (cistectomia radicale) e ricostruzione della stessa con dell’intestino, in casi selezionati per quel che concerne quest’ultimo intervento. Ma la tecnica robotica viene tutt’oggi applicata anche alla chirurgia generale e vascolare, alla cardiochirurgia, alla chirurgia ginecologica, alla chirurgia toracica, alla chirurgia otorinolaringoiatrica e alla chirurgia pediatrica. Certo l’investimento iniziale per acquistare il macchinario è ingente, la spesa si aggira tra il milione e mezzo e i due milioni di euro, così come i costi di manutenzione, ma i benefici che ne derivano sono immensi, sia per i pazienti che per le stesse aziende ospedaliere.

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