Il premier Renzi durante la conferenza stampa per la presentazione del logo del G7 a Taormina
Il premier Renzi durante la conferenza stampa per la presentazione del logo del G7 a Taormina

«Avrete inevitabili disagi ma un eccezionale ritorno d’immagine e mediatico per Taormina in tutto il mondo». Così, con queste parole, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha presentato sabato pomeriggio il G7 del 26 e 27 maggio previsto nella Perla dello Ionio. Mancano ancora 5160 ore, eppure il G7 è già lì, all’orizzonte.

Pronti, partenza… Via. In un tranquillo sabato pomeriggio di fine ottobre, al prologo blindato di un conto alla rovescia lungo 215 giorni, Taormina ha iniziato a rendersi conto di cosa la attenderà nei prossimi mesi, per presentarsi pronta ad accogliere i Capi di Stato e di Governo di Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna, Canada e dell’Italia paese ospitante. Il G7 del prossimo anno è destinato in partenza a consacrarsi come un momento di ribalta esterna su scala planetaria senza precedenti per Taormina e per l’intero comprensorio ionico. L’appuntamento con la storia è nei numeri: nei giorni del G7 non ci saranno turisti negli hotel della zona per ovvi motivi di sicurezza ma in compenso verrà impegnata per gli addetti ai lavori la quasi totalità delle strutture ricettive e relativi posti letto di Taormina (7 mila), Giardini (6 mila) e Letojanni (3 mila), sino anche a S. Alessio Siculo. Arriveranno 2 mila delegati ufficiali, 1000 persone di staff della Presidenza-Organizzazione Italiana, e poi ci sarà l’imponente dispiegamento di forze dell’ordine e addetti alla sicurezza, ai quali si aggiungerà un’invasione della stampa. Si attendevano 3 mila giornalisti e lo stesso Renzi ha “leggermente” ritoccato quel dato, ipotizzando in conferenza stampa la presenza a Taormina di circa 7 mila accrediti. Basta e avanza per rendere l’idea della mastodontica macchina organizzativa già avviata. Dallo scorso marzo sino anche a sabato mattina, nei bar e per le strade e ancor più sui social network risuonavano cupi presagi del tipo “non ci credo che il G7 si farà a Taormina”, “vedrete che alla fine lo fanno altrove”, “non ci credo che Renzi lo viene ad annunciare”.

Certezze. Archiviato, finalmente, il dubbio amletico del “si fa o non fa”, il logo del G7 e la tappa taorminese del premier imprimono una significativa accelerazione che nelle prossime settimane porterà alla definizione degli aspetti economici e di previsione quindi delle somme da mettere a disposizione per l’organizzazione dell’evento e la realizzazione delle opere necessarie. Rimarranno, invece, di stretta attualità i disagi con i quali, per forza di cose, Taormina e la sua gente dovrà imparare a convivere sino a fine maggio, situazione ineludibile da affrontare per uno spot pubblicitario mondiale. Il G7 pretende una Taormina sicura e inviolabile, le prime prove tecniche le Forze dell’Ordine le hanno messe in atto da sabato mattina sino al pomeriggio, alla vigilia e durante il blitz di Renzi. Un’anteprima visibile di quanto in realtà si sta già facendo da mesi sottotraccia, lontano dai clamori e in un clima di riservatezza, tra le maglie di un territorio che Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza stanno passando al setaccio. E’ in atto, infatti, un censimento straordinario dei residenti e delle attività economiche, casa per casa, esercizio per esercizio, porta a porta. Nulla si può lasciare al caso.

Cosa cambierà per i residenti. Renzi ha svelato quello che qui si sussurrava da tempo: nei giorni del G7 i residenti verranno muniti di un apposito pass. «Questa sarà zona rossa e chi vorrà entrare in casa avrà bisogno di un badge particolare». Zona rossa sarà il centro storico e altrettanto blindate saranno diverse altre zone e punti strategici della città. Misure di sicurezza eccezionali faranno da sfondo a una due giorni che in fin dei conti – piaccia o non piaccia – catapulterà il nome di Taormina a costo zero sui media di ogni latitudine globale, conferendo a una cittadina di 11 mila residenti l’onore e l’onere di essere capitale della politica internazionale. Aspettando la primavera dei sette grandi, l’imminente inverno taorminese raccoglie in eredità la curiosità per tutto ciò che sarà e anche il vademecum atmosferico del premier: «Mi raccomando non fate piovere fino a giugno 2017». E chissà se, oltre il “patto anti-pioggia”, si potrà conoscere a breve qualcosina in più sull’accordo che il sindaco di Taormina (rivelazione di Renzi a fine conferenza stampa) ha firmato con la presidenza del Consiglio.

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