Salvo Cilona, assessore al Bilancio di Taormina
Salvo Cilona, assessore al Bilancio di Taormina

«Il Comune di Taormina vanta crediti non riscossi per circa 10 milioni 800 mila euro, somme divenute di “dubbia esigibilità” e ci sono società operanti sul territorio che non hanno mai pagato i tributi dovuti al Comune». Lo ha dichiarato l’assessore al Bilancio, Salvo Cilona, dopo l’avvenuta approvazione in Consiglio comunale del rendiconto 2015 di Palazzo dei Giurati.

Crediti e debiti. «L’Amministrazione – ha spiegato Cilona – sta facendo di tutto affinché Taormina dal punto di vista economico e finanziario risalga in via definitiva la china dal rischio del dissesto che l’ha attagliata per parecchi anni. La città è in sofferenza perché come da presentazione del bilancio consuntivo 2015 ci sono dei crediti che il Comune vanta e che sono divenuto ormai di dubbia esigibilità per quasi 11 milioni, e parliamo di somme che partono da lontano, dal 2002. Ci stiamo impegnando, ad ogni modo, per provare a recuperare il credito che ci consentirebbe di guardare al futuro con rinnovata positività, per lo sviluppo economico e sociale di Taormina. Con il nostro lavoro e impegno abbiamo scoperto che ci sono state società operanti in questo territorio che non hanno mai pagato in questi anni i tributi e li stiamo costringendo a rateizzare i soldi dovuti al Comune, pagando ciò che non hanno versato sinora. Tanti altri contribuenti si stanno affrettando e presentando ai nostri sportelli per regolarizzare la loro posizione. Chiaramente è un’azione che è invisa alla gente per ovvi motivi».

Attacco alla minoranza. Poi Cilona non ha risparmiato frecciate all’indirizzo dell’opposizione e replica al consigliere Composto che rivolgendosi alla maggioranza aveva pronunciato il termine “irresponsabili”. «Per quanto concerne il bilancio 2015 approvato martedì scorso – ha detto l’assessore -, devo rilevare la volontà da parte della minoranza di non voler sostenere una azione di risanamento, e questo dispiace. Su queste cose non si può remare contro gli interessi della città. Ogni qualvolta si parla di bilancio comunale o di qualsiasi discussione che riguarda l’economia della nostra città il consigliere Composto dimentica che lui e il suo gruppo sono quelli che accendono un “cerino” al Santo di turno per far sì che la città vada in dissesto. Dopo diversi anni il revisore dei conti invece ha dato un chiaro parere favorevole, sostenuto dai fatti e da un evolversi della situazione in base al quale l’ente non è più strutturalmente deficitario. Su 10 parametri ben 6 sono stati rispettati. Posso accettare che l’opposizione faccia l’opposizione ma davanti agli interessi generali della nostra città non dovrebbero esserci posizioni contrastanti. Mi auguro che in futuro, soprattutto nella presentazione del bilancio di previsione che verrà esitato a breve, i consiglieri che pregano per il disastro della città si ravvedano in funzione dell’appuntamento del G7, dove politica imprenditoria e professioni e tutti gli enti e le realtà preposte dovremo remare tutti dalla stessa parte per presentare la nostra città accogliente e all’altezza del ruolo da ricoprire».

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