«Il presidente Crocetta non ci vuole ricevere ma noi andiamo avanti. L’assessore Gucciardi ci ha assicurato che avrebbe lavorato per il bene dei nostri bambini ma noi questo bene dei bambini non riusciamo a comprendere esattamente negli intendimenti del Governo regionale quale sia». Lo ha dichiarato Caterina Rizzo, portavoce dei bambini ricoverati ed in cura presso la Cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale San Vincenzo di Taormina, che nelle scorse ore ha presenziato alla seduta di Consiglio comunale a Taormina che ha portato alla firma di una mozione con la quale i Comuni del Distretto Sanitario si oppongono a qualsiasi ipotesi di tagli al presidio di contrada Sirina. Una delle problematiche di maggiore attualità era e rimane quella della Cardiochirurgia pediatrica, che dal giugno 2017 dovrebbe essere chiusa e trasferita a Palermo.

Mobilitazione generale. In tal senso ora si sta ipotizzando un accordo tra le Regioni Sicilia e Calabria per far continuare a vivere il centro taorminese. «Noi non abbassiamo nessuna intenzione di abbassare la guardia – ha detto Caterina Rizzo -. L’intero comprensorio si è schierato a favore del mantenimento di tutti i reparti dell’ospedale San Vincenzo e quindi anche per il mantenimento della Cardiochirurgia pediatrica. I nostri bambini finalmente vengono presi in considerazione e non sono più dei numeri, degli oggetti. Il 13 giugno del prossimo anno il reparto dovrebbe essere trasferito a Palermo e dovrebbe essere chiusa l’unità operativa d’eccellenza che c’è attualmente a Taormina. Stiamo ascoltando tante dichiarazioni, anche il presidente ha lanciato di recente l’ipotesi di una intesa tra le Regioni Sicilia e Calabria, ma noi vogliamo fatti concreti e per altro quest’ultima ipotesi può portare ad una svolta. Noi crediamo nell’opportunità di un accordo tra la Sicilia e la Calabria e abbiamo anche avuto ulteriori conferme in queste ore da deputazioni calabresi che vogliono muoversi in questa direzione affinché si arriva alla realizzazione di un protocollo d’intesa che consentirebbe il mantenimento del reparto a Taormina e la permanenza di una struttura che è punto di riferimento per l’intera area orientale dell’isola e per altre regioni italiane».

Una vita difficile. «Io ho una figlia di 27 anni nata con una malformazione congenita a Roma e con la quale lottiamo da tanti anni – conclude Rizzo -. Il cuore comanda la macchina umana e non è pensabile che si possano curare i bambini spostandosi da una parte all’altra dell’isola. Io non mi batto perché questo Centro di Taormina è vicino casa mia, e per altro mi muovo dalla zona tirrenica e faccio 100 km ma Taormina è una struttura di eccellenza».

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