Piero Benigni, consigliere comunale del Partito Democratico
Piero Benigni, consigliere comunale del Partito Democratico

«Sta diventando a dir poco fastidioso questo perpetrarsi di assenze in Consiglio comunale da parte dei consiglieri di maggioranza». Così’ il capogruppo Piero Benigni torna a lanciare frecciate all’indirizzo dell’Amministrazione, dopo la seduta di Consiglio comunale di martedì scorso che ha visto ripetersi il leitmotiv di qualche assenza di troppo tra i banchi della coalizione di governo. «Per qualcuno – ha detto Benigni -, andare in Consiglio è ormai diventato un optional e il Consiglio comunale forse è diventato un luogo dove si va se si ha tempo da perdere. Non arriva più da tempo in aula nemmeno una relazione annuale da parte del sindaco, che riguarda solitamente cosa si è fatto o le prospettive di una città, e questo lo ritengo un atto poco elegante verso questa aula consiliare».

Timidi e rari interventi. «Abbiamo assistito soltanto ad un timido intervento del consigliere comunale Lo Monaco, mentre non ci sono state altre parole di condivisione da parte dei consiglieri. Abbiamo ascoltato poi qualche dichiarazione del presidente della Prima Commissione, Brocato. Per il resto il nulla. L’opposizione – continua Benigni – ha dato ancora una volta suggerimenti a un’Amministrazione che non intende ascoltare, recepire o affrontare. Pensano che la Panacea di tutto sarà il G7? Noi crediamo di no. Non si può rimanere fermi ad aspettare l’ipotetica caduta a pioggia di fondi. Va anche detto che ci inorgoglisce che nella conferenza di Obama e Renzi alla Casa Bianca si sia parlato di Taormina, e il presidente americano ha riservato la posizione principale al nostro Paese. Quella è propaganda turistica, impagabile e straordinaria, a costo zero. Ecco perché è un peccato che questa città, qui, venga invece mortificata dall’impossibilità di dialogare in Consiglio comunale, dalla incapacità di valorizzare quel ritorno mediatico e programmare le necessarie iniziative sul territorio. Si va avanti con la logica dell’alzare il braccino in Consiglio comunale».

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