Taormina, libreria mondadori
Taormina, libreria mondadori

Scaffali sono vuoti e luci spente nei locali del Mondadori Bookstore di Corso Umberto. Chiude l’unica libreria di Taormina. Alla fine, Santina Bucolo e la figlia Antonella Ferrara, vulcanica ideatrice di Taobuk, si sono dovute arrendere. «Una volta cessato il contratto – raccontano – dismettere la locazione è stato necessario per la richiesta di una cifra non più sostenibile in rapporto ai proventi dell’attività». Così la Libreria Bucolo è rimasta senza casa. «A nulla sono valse le tante dimostrazioni di solidarietà – dicono ancora – E ininfluente, nella risoluzione della vicenda, è stato il successo di Taobuk, il festival letterario ideato da Antonella Ferrara proprio a Taormina, come naturale conseguenza dell’amore per la letteratura che anima la sua famiglia».

Un grazie ai lettori. «Mentre ci accingiamo – raccontano Santina Bucolo e Antonella Ferrara in una nota – a sgomberare gli scaffali che erano pieni di libri per far posto al vuoto che ne viene fuori, pensiamo sia giusto e doveroso fermarci un attimo per dire grazie ai tanti clienti e amici della libreria che ci hanno sostenuto, appoggiato e consigliato nella speranza condivisa che non si arrivasse a questo punto». Le due donne, entrambe appassionate libraie, insieme hanno portato avanti per anni la storica e unica libreria di Taormina, attiva fino a qualche giorno fa in Corso Umberto. «Si tratta dell’ennesima storia – continuano le titolari-che nessuno vorrebbe mai raccontare e nessuno vorrebbe mai sentire: una libreria, per di più la sola del circondario in un raggio di 40 km, costretta alla chiusura. Ci portiamo dietro una storia fatta di generazioni di clienti, segnata da un passaggio del testimone di lettori da genitori a figli, nel segno dell’amore comune verso i libri. Spesso, anzi, con soddisfazione ancora maggiore, non ci siamo stupite di vedere piccoli lettori diventare ambasciatori dei libri e coinvolgere i propri genitori nel loro amore per la lettura. Desideriamo ringraziare l’intera Città per le tante dimostrazioni di vicinanza, per aver testimoniato con la propria voce e il proprio impegno che quando chiude una libreria è una sconfitta di tutti, per aver ricordato che i libri e le librerie sono dei beni fragili e che il diritto di salvaguardare una libreria è un diritto a tutela dei cittadini, della nostra memoria e della nostra identità».

La storia. «Chiudiamo dopo 18 anni di attività a Taormina, luogo simbolo della letteratura per aver accolto ed ispirato intellettuali, scrittori ed artisti in ogni epoca; chiudiamo dopo che dall’amore per i libri della nostra famiglia è nato Taobuk, il Festival Internazionale del Libro di Taormina, che ha reso i libri una fonte di condivisione e di confronto tra le persone ed un veicolo di interscambio di idee e progetti comuni. Così è stato nelle passate sei edizioni del Festival e così continuerà ad essere nelle prossime». Fondata nel 1998, con l’amore per i libri e tanti sacrifici, negli anni la libreria Bucolo è diventata un punto di riferimento culturale non solo per Taormina ma per l’intero comprensorio. «I nostri clienti, gli amici e i frequentatori della libreria – continuano le titolari -sono così diventati il primo nucleo del pubblico del Festival e ne sono stati ambasciatori a loro volta. I libri, dai nostri scaffali, si sono trasferiti per le splendide strade, le vie e le piazze di Taormina, creando dibattito, facendo circolare idee, animando il confronto. Questa è stata e continua ad essere la nostra più grande soddisfazione e l’attestazione del ruolo di promozione sociale e culturale che la libreria ha sempre voluto svolgere, a beneficio di tutti». È impensabile che la Taormina descritta da Goethe nel suo “Viaggio in Sicilia” e fonte d’ispirazione per numerosi autori nazionali ed internazionali rimanga senza una libreria. «Purtroppo l’affetto e la vicinanza di tanti – concludono Santina Bucolo e Antonella Ferrara – non bastano ad impedire che la libreria, proprio in questi giorni, chiuda battenti. E tuttavia non intendiamo arrenderci, vogliamo essere ottimiste e fiduciose in una soluzione alternativa. Ce ne andiamo, sapendo che i libri non hanno, da soli, il potere di resistere alla dura prova di questo tempo e delle sue logiche economiche, ma consapevoli di aver reso un servizio alla Città e di lasciare un’eredità importante, fatta di consapevolezza, di condivisione, di sostanza comune. Grazie di cuore per aver fatto parte della nostra storia!»

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