Teatro antico di Taormina

«Chi specula sulla vita di decine di lavoratori?». Così, con questo interrogativo, l’avvocato Felice Panebianco, legale dei lavoratori del Comitato TaoArte, apre una nota inviata nelle scorse ore agli organi di stampa nella quale, a nome delle maestranze dell’ente culturale, rappresenta alcune criticità sul Festival del Cinema di Taormina, che proprio in questi giorni è al centro di aspre polemiche inerenti il bando indetto dal Comitato Taormina Arte per individuare la società a cui affidare la gestione dell’edizione 2017 della rassegna cinematografica. «Scrivo questa nota – si legge nella comunicazione dell’avv. Panebianco – in qualità di procuratore legale dei lavoratori del Comitato Taormina Arte, quei tecnici che, con le loro professionalità e il loro impegno, hanno permesso ogni anno il regolare svolgimento delle varie manifestazioni svoltesi nella magnifica cornice del Teatro Antico di Taormina, nonostante le innumerevoli difficoltà e manchevolezze, sia economiche che organizzative».

In attesa delle spettanze. L’avv. Panebianco nel richiamare «il clamore mediatico che ha colpito le “discusse” gestioni del Taormina Film Festival» degli anni recenti pone l’accento su «gestioni affidate senza alcuna gara dal Comitato Taormina Arte» e «senza che quest’ultimo, quale titolare del “brand” Film Festival e soggetto affidatario dell’incarico, ottenesse adeguati ritorni economici. Anzi – continua l’avv. Panebianco -, non solo sembrerebbe non esservi stato alcun effettivo guadagno da tale operazione (sempre sulla base delle notizie emerse e oggetto di varie interrogazioni ad opera di consiglieri sia comunali che regionali) ma, addirittura, il Comitato vi avrebbe rimesso. Infatti i miei assistiti, su incarico del Comitato Taormina Arte, loro datore di lavoro, hanno svolto in questi anni attività anche a favore del Taormina Film Festival. Ad oggi non sono state ancora liquidate decine di mensilità degli ultimi tre anni ed è di facile comprensione qual è lo stato emotivo dei lavoratori (padri di famiglia, quasi sempre monoreddito) dopo l’aver appreso dalla stampa degli introiti milionari del Festival ottenuti (anche) grazie al loro lavoro».

Nessun guadagno. «Come è possibile che da una tale lucrosa manifestazione – si legge sempre nella nota del legale – il “proprietario”, ossia il Comitato Taormina Arte, non abbia ottenuto gli adeguati ritorni economici e, anzi debba ad oggi ancora soddisfare le legittime pretese dei lavoratori? Come ha potuto il sindaco di Taormina autorizzare tale affido diretto i questi anni, senza gara, che ha comportato un evidente danno al Comitato?. Oltre al rammarico per tutta questa vicenda e alle speranzose, quanto vane purtroppo, attese dei lavoratori, calpestati nel loro basilare diritto al lavoro e al pagamento delle loro spettanze, vi è comunque l’intenzione di proseguire i giudizi in corso nei confronti del Comitato Taormina Arte e dei suoi componenti (Comune di Messina, Comune di Taormina e Città Metropolitana di Messina), valutando anche azioni nei confronti del legale rappresentante di TaoArte per i danni subiti dal Comitato e, quindi, indirettamente, dai lavoratori».

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