L’argine del fiume Alcantara minaccia sempre più vicino gli impianti del Consorzio Rete Fognante ed è corsa contro il tempo per scongiurare che le prossime piogge possano determinare un “disastro ambientale”. Questa è l’espressione, non a caso, utilizzata venerdì mattina dal prof. Franco Ortolani, esperto di problematiche geoambientali ed esperto del sindaco di Taormina: è a lui, infatti, già docente presso l’Università Federico II di Napoli, che il Consorzio ha chiesto consulenza per definire un piano operativo con il quale affrontare immediatamente l’emergenza delle acque dell’Alcantara che avanzano e hanno ormai messo nel mirino le strutture di contrada PietreNere, che servono i Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola.

Pericolo. Ortolani ha relazionato sullo stato dei luoghi e di conseguenza sul pericolo in atto, nel corso di una riunione tenutasi al Consorzio, alla quale hanno preso parte il presidente del Consorzio, Andrea Raneri, il presidente del Parco Fluviale dell’Alcantara, Giuseppe Morano, il geologo Antonino Savoca e tutti i componenti dell’assemblea ed i tecnici dell’ente consortile, e l’arch. Giuseppe Aveni (esperto di fenomeni geoambientali). Era presente inoltre anche il nuovo segretario generale del Comune di Taormina, la dott.ssa Rossana Carrubba. Nell’occasione Ortolani ha sottolineato il pericolo incombente delle acque del fiume Alcantara, il cui argine sinistro si è completamente rimodellato nel corso degli anni sino a portarsi a ridosso degli impianti consortili. «Il fiume avanza in modo progressivo e a questo punto siamo in presenza di circa 400 metri di argine da ripristinare». Si tratta di una situazione che richiederà un intervento da parte del Genio Civile o dell’assessorato al Territorio ed Ambiente, ai quali il Consorzio si rivolgerà in via urgente per sollecitarli ad intervenire al più presto. L’intervento in questione dovrebbe essere, intanto, inserito nel piano di assetto idrogeologico, presupposto indispensabile per accelerare un pieno riconoscimento da parte degli uffici regionali ed anche ministeriali di questa condizione di emergenza.

L’allarme del presidente. «Abbiamo scritto nel corso di questi anni, sia sotto la mia presidenza che anche in precedenza diverse note alla Regione ed abbiamo anche richiesto l’intervento del Ministero e di tutti gli enti ed uffici possibili che avrebbero competenza sulla questione – spiega il presidente del Consorzio, Raneri – ma nessuno ci ha mai aiutati e ora siamo arrivati, in sostanza, ad un punto di non ritorno. C’è bisogno di lavori da porre in essere rapidamente per impedire che le piogge spingano l’Alcantara ad invadere i nostri impianti». La tecnica di intervento che il prof. Ortolani ha prospettato nel suo intervento per arginare tale spinta delle acque del fiume, in atto in direzione Messina è quella di un ripristino dello stato dei luoghi, un iter di ingegneria geoambientale con il posizionamento di massi nei punti critici, con una attività di dragaggio dei fondali dell’Alcantara. «Il Parco Fluviale è in prima linea nel doveroso tentativo di risolvere questa problematica – ha evidenziato il commissario Morano – e certamente ci attiveremo in tutte le sedi possibili affinché si riesca a predisporre e far avviare al più presto il necessario piano di intervento». Per la realizzazione delle opere potrebbe a questo punto occorrere un finanziamento il cui importo è da stimare tra un milione e mezzo di euro e due milioni di euro.

© Riproduzione Riservata

Commenti