Taormina, Ospedale Sirina
Taormina, Ospedale Sirina

«Il “San Vincenzo” di Taormina non può diventare un ospedale soltanto territoriale. Anche noi siamo pronti a fare una battaglia per difendere questa struttura che a pieno titolo va considerata tra le migliori realtà sanitarie della Sicilia e del Meridione». La presa di posizione è del Tribunale dei Diritti del Malato, attraverso le parole della dott.ssa Tina Polonia, coordinatore dell’Assemblea territoriale di CittadinzAttiva – Tdm di Taormina, Giardini, Valle Alcantara.

Eccellenze da tutelare. «Siamo trepidanti ma soprattutto attenti e concentrati su quelli che potranno essere gli sviluppi della vicenda – spiega la dott.ssa Polonia -. Il TdM ha avviato un monitoraggio locale provinciale e nazionale del caso. Non possiamo permettere che Taormina venga depotenziata. Nel corso degli anni si sono create delle eccellenze e vogliamo che rimangano in loco. Sappiamo per certo che si sta rivedendo il piano sanitario, sarà un lungo iter che avrà definizione da qui alla fine del 2017, quindi i tempi per difendere Taormina ci sono tutti. Siamo fermamente convinti che si debbe tenere alta la guardia, per questo condividiamo l’iniziativa dei Consigli comunali del Distretto sanitario di Taormina, appoggiamo l’iniziativa e saremo presenti alla seduta straordinaria del 20 ottobre. Riteniamo, anzi, che sarebbe opportuno allargare e quindi coinvolgere anche i Comuni dell’etneo, perchè dopo la chiusura di Giarre è ormai Taormina il punto di riferimento medico di tutta quella vasta utenza».

Reparti da tutelare. «Nessun reparto deve lasciare Taormina – continua la dott.ssa Polonia – e vogliamo, anzi, che intanto venga riattivata l’Urologia, storico reparto che allo stato attuale sopravvive con difficoltà ed è rimasto fortemente depotenziato rispetto al passato. Va anche rivista la situazione della Medicina Generale, che va riorganizzata e potenziata. Vorremmo anche una Neurologia e una Neurochirurgia ma evidenziamo, intanto, che bisogna fare attenzione anche al futuro della Cardiologia ed Emodinamica. Già in passato si è rischiato di perdere l’Emodinamica e per una qualsiasi persona di questa zona che sarebbe costretto a finire a Messina o Catania ciò significherebbe che quel paziente si troverebbe, in tal caso, in pericolo in vita. E c’è soprattutto da riorganizzare e potenziare il Pronto Soccorso, reparto fondamentale del quale abbiamo monitorato i dati e l’intensa attività giornaliera. Buona parte dell’utenza catanese ormai si riversa al Pronto Soccorso di Taormina e per questo occorre un piano di supporto reale e concreto al reparto. Siamo, infine, convinti che anche a salvaguardia della Cardiochirurgia una soluzione si possa e si debba trovare. Rimaniamo vigili e pronti ad attivare ogni azione. Non staremo a guardare».

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