Antonino Crimi, ultimo presidente ex allievi
Antonino Crimi, ultimo presidente ex allievi

Dopo i Salesiani e i Maristi incombe l’addio delle Francescane Missionarie di Maria, e al tramonto del 2016 eccolo l’ennesimo impietoso campanello d’allarme nel tessuto sociale di Taormina che si scioglie come neve al sole. Non una novità, semmai l’ennesima conferma che qualcosa si è rotto e ancora una volta si assiste allo stesso copione delle volte passate: l’annuncio, la voglia di fare qualcosa perché quest’altro addio non si concretizzi ma in fondo ancora cosa si potrà o dovrà fare esattamente nessuno lo sa. E allora un commento che fa riflettere arriva dall’ex presidente degli Ex Allievi Salesiani di Taormina, Antonino Crimi.

Amarezza. «L’ultima notizia sulle suore francescane è qualcosa di incomprensibile per la maggior parte dei taorminesi – afferma Crimi -, il motivo a mio avviso è questo: non ci sono più vocazioni o forse problemi finanziari. Dopo un secolo di devoto servizio verso le ragazze taorminesi con la scuola di cucito, l’asilo per l’infanzia, le scuole superiori e in speciale modo l’istruzione spirituale, purtroppo adesso tutto sta per finire. Mi sembra una profezia di Nostradamus, è davvero incredibile come in breve tempo stiano scomparendo da Taormina due congregazioni, prima i Salesiani e adesso le suore francescane. Oggi non dobbiamo meravigliarci di quello che succede a Taormina – conclude Crimi -, bisogna però essere ottimisti. Il nostro parroco Monsignor Carmelo Lupò in questa situazione, con molte difficoltà e sacrificio, si sta impegnando con i giovani e la comunità, per essere propositivi e guardare con fede e l’aiuto di Dio il futuro».

La politica intervenga. Sulla questione una presa di posizione da parte del Comune è stata sollecitata, con ampio intervento, dalla consigliera Alessandra Caltabiano e insieme lei un input l’ha dato anche il consigliere Eugenio Raneri, uno che la politica l’ha fatta da amministratore ai tempi di Garipoli, quando ancora la politica dava lustro alla città di Taormina. «Oggi dov’è la gioventù a Taormina? Non c’è, non esiste più – sottolinea Raneri -. Questo è un paese che sta morendo per colpa della politica», ha detto Raneri. La tecnologia ha polverizzato il passato (l’uomo ha fatto il resto), rivoluzionando usi, costumi, mode, tendenze e abitudini. Internet e iPhone monopolizzano ormai sogni, pensieri e comportamenti delle nuove generazioni facendo sembrare le vecchie giornate delle generazioni passate un flashback d’altra Era geologica.

L’opportunità G7. Ma, forse, a ben pensarci un’ultima opportunità esiste. Il Comune di Taormina metta quindi da parte chiacchiere e sceneggiate varie di circostanza e si decida a valutare la possibilità di acquisire l’immobile delle Suore Francescane al proprio patrimonio. Si dirà ovviamente: e con quali soldi? La soluzione risolutiva potrebbe essere quella di inserire quell’immobile nell’elenco delle opere compensative che il Governo concederà per i disagi che verranno arrecati dal G7. Farsi finanziare, insomma, la cifra che occorre per questo acquisto ad esclusiva finalità sociale, comprare quel bene per riconsegnarlo ai giovani di Taormina è la soluzione che può sparigliare le carte di uno scenario che, altrimenti, potrebbe portare alla futura trasformazione del complesso di via Pirandello in altra destinazione d’uso. E’ una possibilità, anche se non bisogna considerare il G7 come la panacea per tutti i mali e neanche pensare che il Governo abbia intenzione di finanziare indiscriminatamente e senxza chiedere spiegazioni tutti ciò che vrrà indivato dal Comune di Taormina. Un tentativo comunque va fatto.

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