Una ragazza sorridente che sventola una bandiera brasiliana, un giovane che bacia la sua insegnante indiana, una studentessa che abbraccia una sua compagna avvolte in una bandiera americana. Sono alcuni dei ritratti dei ragazzi che hanno vissuto l’esperienza di un periodo di studi all’estero grazie ai programmi di Intercultura. Intercultura è una sfida, un percorso educativo, un’esperienza che contribuisce alla crescita. Ma come può un periodo all’estero trascorso da adolescenti diventare “una storia per tutta la vita”? Con questa promessa l’Associazione Onlus Intercultura propone agli studenti che frequentano una scuola media superiore di trascorrere un periodo di studio e di vita all’estero. A rispondere a questa e alle tante domande saranno i volontari del Centro locale di Intercultura di Giarre lunedì 24 ottobre, alle 16, presso l’Istituto Alberghiero di Giarre di via Veneto.

A chi si rivolge. Fino al 10 novembre è possibile iscriversi per i programmi all’estero 2017-18. Oltre duemila posti a disposizione per 65 Paesi di tutto il mondo, riservati agli studenti che frequentano una scuola media superiore, nati tra il 1 luglio 1999 e il 31 agosto 2002.

Borse di studio. Più di 1.400 borse di studio totali o parziali (nel 2015-2016 le borse assegnate sono state 1.511.). Circa la metà provengono dall’apposito fondo di Intercultura e sono già disponibili nel bando pubblicato online per consentire la partecipazione ai programmi degli studenti più meritevoli e bisognosi di sostegno economico. Si va dalle borse totali che coprono il 100% della quota di partecipazione, a quelle parziali che coprono una percentuale variabile tra il 20% e il 60% della stessa. A queste se ne aggiungono le altre centinaia, tra borse di studio totali e contributi sponsorizzati, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Intercultura e diverse aziende, banche, fondazioni ed enti locali.

Riconoscimento del Miur. Per gli studenti che frequentano all’estero l’intero anno scolastico, la normativa scolastica italiana riconosce la possibilità di accedere alla classe successiva senza ripetere l’anno. Il Ministero dell’Istruzione ha chiarito in una recente nota (843/2013) che le esperienze di studio all’estero sono «parte integrante dei percorsi di formazione e di istruzione» e che sono «valide per la riammissione nell’istituto di provenienza».

L’Associazione Intercultura Onlus. L’associazione, fondata nel 1955, è un ente morale riconosciuto con DPR n. 578/85, posto sotto la tutela del Ministero degli Affari Esteri. Ha status di ONLUS, Organizzazione non lucrativa di utilità sociale, ed è iscritta al registro delle associazioni di volontariato del Lazio: è infatti gestita e amministrata da migliaia di volontari, che hanno scelto di operare nel settore educativo e scolastico, per sensibilizzarlo alla dimensione internazionale. E’ presente in 155 città italiane ed in 65 Paesi di tutti i continenti, attraverso la sua affiliazione all’AFS Intercultural Programs e all’EFIL. Ha statuto consultivo all’UNESCO e al Consiglio d’Europa e collabora ad alcuni progetti dell’Unione Europea. Ha rapporti con i nostri Ministeri degli Affari Esteri dell’Istruzione, Università e Ricerca. A Intercultura sono stati assegnati il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio e il Premio della Solidarietà della Fondazione Italiana per il Volontariato per l’attività in favore della pace e della conoscenza fra i popoli. L’Associazione promuove e finanzia programmi scolastici internazionali: ogni anno più di 2.000 studenti delle scuole superiori italiane trascorrono un periodo di studio all’estero e vengono accolti nel nostro Paese quasi 1.000 ragazzi da tutto il mondo che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole. Inoltre Intercultura organizza seminari, conferenze, corsi di formazione e di aggiornamento per Presidi, insegnanti, volontari della propria e di altre associazioni, sugli scambi culturali. Tutto questo per favorire l’incontro e il dialogo tra persone di tradizioni culturali diverse ed aiutarle a comprendersi e a collaborare in modo costruttivo.

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