Capalc, l’ex scuola convitto albergo situata in contrada sant’Antonio
Capalc, l’ex scuola convitto albergo situata in contrada sant’Antonio

Il consigliere Eugenio Raneri l’ha definito nei giorni scorsi «la vergogna della politica taorminese», l’Istituto “Pugliatti” ne vorrebbe in affidamento la gestione per riportarlo in funzione e realizzarne una scuola di cucina internazionale ma intanto la Giunta di Taormina mette in vendita i locali del Capalc, l’ex scuola convitto albergo di Taormina realizzata dal Comune negli Anni Ottanta e di fatto, da 30 anni a questa parte, mai utilizzato. I locali di contrada Sant’Antonio, di proprietà comunale, risultano infatti nuovamente in vendita a 22milioni 735mila euro, e sono stati inseriti nell’elenco aggiornato dei beni immobili da alienare approvato dalla Giunta del sindaco, Eligio Giardina.

La storia del Capalc. Nel tempo il prezzo di questo immobile ha subito varie oscillazioni e si è passati da 18 milioni a 15 sino anche ad una svalutazione a circa 10 milioni. Ma nonostante il Capalc sia in disuso da tre decenni, chiuso e abbandonato praticamente sin da quando venne realizzato, rappresenta ancora adesso la “punta di diamante” del patrimonio che il Comune sarebbe pronto a dismettere per fare cassa. La notizia è interessante anche tenendo conto che nelle recenti settimane si era parlato del Capalc soprattutto come una delle opere da far finanziare nell’ambito del G7 e da ristrutturare per riportarla “in vita” con il mantenimento, a quel punto, della proprietà comunale. La cifra riportata nel piano di alienazione risulta essere frutto di una valutazione calcolata a seguito di una nuova destinazione urbanistica. Come “collegio e convitto” il valore di mercato è stato quantificato in 10 milioni 448mila euro che supera il doppio di tale cifra se la classificazione urbanistica risulterà essere in futuro del tipo “struttura turistica alberghiera”. Insomma il tutto è stato studiato in funzione dell’industria dell’accoglienza, come il prezzo di un terreno lungo la via dei Saraceni che adesso incolto ed agricolo vale secondo gli uffici di Palazzo dei Giurati 224mila euro, ma se, invece, si volesse realizzare residenze o alberghi, varrebbe Un milione 364mila euro.

Il mattatoio. Analogo discorso vale per l’ex mattatoio comunale di via Cappuccini, che dal valore di 887mila euro passa a 7milioni nel caso si volesse rilevarlo per andare a realizzarvi degli appartamenti. Un altro aumento esponenziale di valore concerne un’area di pertinenza della congregazione delle “Figlie del Divino Zelo” di 8mila 371 metri, che da 272 mila euro passa ad un valore, se convertito a destinazione urbanistica residenziale, di 6milioni 482 mila euro. Cifre stratosferiche che sono contenute in questo piano che, negli intendimenti del Comune dovrebbe rimpinguare il forziere pubblico che proprio in queste settimane si appresta ad affrontare un nuovo esame della Corte dei Conti sul piano di riequilibrio decennale.

I dettagli del documento. Nel piano di alienazione deliberato dalla Giunta, e che adesso verrà sottoposto anche al vaglio del Consiglio comunale, i beni privi o a bassa redditività e quelli richiedenti interventi di recupero particolarmente onerosi. Fanno parte, inoltre, di questo programma: le proprietà gravate da diritti reali in favore di terzi e quelle per le quali non sussiste da parte del Comune l’interesse al mantenimento della proprietà in quanto non destinati a fini istituzionali; i beni i cui proventi delle alienazioni possono costituire fonti di finanziamenti per la realizzazione di politiche di valorizzazione del patrimonio immobiliare del Comune di Taormina o per attività di risanamento economico finanziario. Il piano prevede attualmente un potenziale ricavato in assenza di variante urbanistica pari a 12milioni 817mila euro mentre un introito che si impennerebbe addirittura a 36milioni 661mila euro se si considera la valorizzazione del bene in oggetto, che comunque comporta per forza di cose una variazione del Prg. Tali somme, se realmente verranno introitate, dovranno essere impiegate nell’esercizio finanziario

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