Taormina, Scuola media Ugo Foscolo
Taormina, Scuola media Ugo Foscolo

Sono trascorsi quasi 50 giorni dal terremoto che lo scorso 24 agosto ha devastato il Centro Italia, ma l’adeguamento sismico delle scuole rimane una prioritaria dichiarazione d’intenti che da più parti si infrange poi tra le maglie delle ataviche lentezze della burocrazia. A Taormina ci si continua ad arrovellare, genitori e cittadini indistintamente, sul come sia possibile che ancora rimanga lontano il via i lavori di sistemazione della scuola media “Ugo Foscolo”, prefabbricato degli Anni 80 che dal 2004 ospita in via stabile anche gli studenti delle elementari dopo l’avvenuta chiusura della “Vittorino da Feltre”.

Un iter lungo 7 anni. Il progetto di recupero, messa a norma ed adeguamento sismico di edifici scolastici di proprietà comunale, scuola media Ugo Foscolo, per 446 mila euro, di cui 160 mila a carico del Comune è stato inserito nel piano pubblicato dalla Gurs n.39 del 7 agosto 2009. E allora Taormina appare in modo sempre più impietoso lo specchio dell’Italia che si perde tra le scartoffie di uffici vari in un sistema procedurale che non comprende come le opere inerenti le scuole vadano fatte rapidamente, con iter da espletare in 4-5 mesi e non in 7 anni. Con d.d.s. della Regione n.1182 del 24 marzo 2014 è arrivata la preso atto del progetto esecutivo, approvato dal Comune di Taormina ed è stata prenotata la quota di somma dell’opera in oggetto per un importo di 160 mila euro. Il progetto per la scuola “Foscolo” ha ottenuto le autorizzazioni di rito e nel marzo 2015 è andato a bando presso gli uffici dell’Urega di Messina. C’è già la ditta incaricata tramite appalto, sono stati nominati il Coordinatore della sicurezza ed il direttore dei lavori, tramite apposito interpello pubblico è stato inoltre indicato il collaudatore statico. Il progetto esecutivo, che richiama l’articolo 18 della legge sismica n.64-74, è stato trasmesso al Genio Civile per il necessario nulla osta in data 8 luglio 2016. «Siamo in attesa del nulla osta del Genio Civile, senza il quale i lavori non possono iniziare», si difende il Comune dalle polemiche che investono sempre più aspre questa vicenda. Da un lato c’è il Genio Civile che ancora non si pronuncia, dall’altro c’è l’Amministrazione comunale che, forse, dovrebbe fare qualche dichiarazione in meno in Consiglio comunale e qualche viaggio in più a Messina e Palermo per sollecitare una immediata definizione dell’iter.

Una svervante e pericolosa lentezza. Ritmi burocratici a dir poco blandi e cantieri che necessitano poi di tempi biblici per scattare e concretizzarsi: è una storia che si ripete al Sud, in Sicilia soprattutto e Taormina non fa eccezione. Basterebbe davvero poco per fare tanto ma da queste parti serve tanto anche per fare poco. E’ l’equazione della lentezza, una snervante costante che fa preoccupare e arrabbiare le famiglie degli studenti e lascia altrettanto perplesso tanti cittadini. Eppure il sistema di catalogazione dei fabbricati (anche scolastici) oggi consente di fotografare immediatamente qual è il grado di rischio in caso di terremoto. Si tratta di un sistema di indagine tramite lettere (dalla A alla F) sulla medesima linea tematica che informa già da tempo la disciplina della certificazione energetica. Il sistema consente di misurare l’adeguamento sismico delle scuole generato da un intervento di messa in sicurezza dal punto di vista strutturale ed economico: in base alle condizioni degli edifici si stimano i costi necessari per riparare i danni causati da un terremoto.

Occasioni perse. Nel Bando Scuole Innovative si poteva, ad esempio, attingere a qualcosa ma Taormina a quanto risulta non ha partecipato. Con questo concorso si è inteso dare l’opportunità tramite il Ministero di  «acquisire idee progettuali per la realizzazione di scuole innovative da un punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, caratterizzate dalla presenza di nuovi ambienti di apprendimento e dalle opportunità di apertura al territorio».Nel dettaglio delle aree di intervento e tra gli importi dei finanziamenti si può notare che la Sicilia ha beneficiato di 24.940.702,70 euro, di cui € 2.366.000,00 per il Comune di Floridia, € 1.586.000,00 per il Comune di Lentini (Istituto comprensivo), € 10.881.198,70 per il Comune di Monreale (Istituto comprensivo), € 5.607.504,00 sono andati al Comune di Siracusa (Scuola infanzia-primaria-secondaria di I e di II grado), ed € 4.500.000,00 al Comune di Villabate (Scuola infanzia-primaria-secondaria di I e di II grado). E Taormina? Non pervenuta.In base al bando, architetti e ingegneri, con quel tipo di procedura, vengano chiamati a progettare edifici scolastici sicuri e sostenibili, innovativi da un punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell’efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica. Avverrà altrove, a Taormina il copione consolidato delle dinamiche quotidiane recita che non c’è fretta.

La cattiva scuola taorminese. Rimane perciò un miraggio la cosiddetta Buona Scuola, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 228 del 1° ottobre 2015 e dal 1° ottobre è entrato in vigore il decreto-legge n. 154/2015 recante «Disposizioni urgenti in materia economico-sociale». Tale decreto, all’articolo 1 ha previsto che «Per la celere prosecuzione degli interventi relativi al piano straordinario per il ripristino del decoro e della funzionalità degli edifici scolastici si permette l’utilizzo delle risorse già assegnate dal Cipe nella seduta del 6 agosto 2015, nell’importo di 50 milioni di euro per l’anno 2015 e di 10 milioni di euro per l’anno 2016, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione – programmazione 2014-2020». Numeri e normative che stridono con l’attuale realtà taorminese dove in tema di scuola, in queste ore, imperano le polemiche e intanto i vari finanziamenti ministeriali e regionali si “accasano” altrove.

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