Italo Mennella, presidente dell'Associazione Albergatori di Taormina
Italo Mennella, presidente dell'Associazione Albergatori di Taormina

Botta e risposta tra l’Associazione Albergatori di Taormina e la Fisascat Cisl, che richiamando le problematiche determinate dalla Naspi ha proposto al Comune di Taormina un aumento dell’imposta di soggiorno per dare sostegno al sostegno al reddito dei lavori nella fase di bassa stagione.

Idea assurda. «L’aumento della tassa di soggiorno per il sostegno al reddito? Non esiste una cosa del genere – replica Italo Mennella, presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina -, non ci sono neppure i presupposti normativi. La proposta è cosi assurda che non merita nessuna considerazione e non andrebbe neppure degnata di risposta. Per quanto concerne l’integrazione al reddito, dico al sindacato che loro sanno bene dove poter a andare a prendere quei fondi. Si intende precisare che l’imposta di soggiorno viene pagata dai turisti per i turisti. Non è possibile che si continui strumentalmente a fare confusione e illudere i lavoratori con certe dichiarazioni. Il patto d’Area va discusso non con un assessore e non con un sindacato ma con i datori di lavoro e con una più larga e ampia presenza dei rappresentanti dei lavoratori. Inoltre il Patto d’Area comprende più comuni e va discusso con le principali parti in causa: sia chiaro che i datori di lavoro non possono servire ad esaudire i desideri altrui». Ad un nuovo aumento della tassa di soggiorno per far fronte alle difficoltà determinate dalla Naspi, aveva in precedenza detto “no” nel corso di un incontro col sindacato, tenutosi giovedì in Comune, l’assessore al Turismo, Salvo Cilona, ritenendola “proposta impraticabile”.

La formazione. «Altra doverosa precisazione concerne la formazione – continua Mennella -, che viene già regolarmente fatta in tutte le strutture ogni anno e serve a migliorare il prodotto e a stare in linea col mercato. Viene regolarmente effettuata non solo quella di base e per la sicurezza ma anche per quanto attiene la conoscenza delle lingue, come il cinese, e per l’accoglienza dei vari mercati stranieri. La formazione non può essere intesa come pretesto per allungare la stagionalità. Voglio anzi rendere noto che gli albergatori, in collaborazione con altri imprenditori del turismo, stanno preparando un serissimo programma per superare buona parte della stagionalità in modo serio costruttivo e senza chiedere contributi. Il Comune e la Regione verranno chiamati in causa per risolvere definitivamente il problema dell’allungamento della stagionalità, dove i sindacati dovrebbero essere parte attiva a fianco e non contro i datori dei lavoro».

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