Taormina - Palazzo dei Giurati
Taormina - Palazzo dei Giurati

Il Tar di Catania stoppa la decisione dell’assessorato regionale dell’Energia che lo scorso 24 marzo con appositi decreti aveva disposto la revoca di alcuni finanziamenti riguardanti il Comune di Taormina, nella circostanza escluso dalla graduatoria definitiva del Po Fesr 2007/2013 per quanto concerne il progetto di ammodernamento dell’impianto di illuminazione pubblica della località turistica (importo 2 milioni 145 mila euro) e rifacimento della caldaia della piscina comunale di contrada Bongiovanni (importo 850 mila euro). La notizia è stata resa nota in Consiglio comunale dall’assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Carella.

Il ricorso e le polemiche. Si tratta di fondi che erano stanziati in favore del Comune di Taormina nella passata legislatura, i lavori erano stati quindi già eseguiti e, una volta ottenute le somme, Palazzo dei Giurati aveva effettuato le relative procedure operative. Ora sulla revoca dei finanziamenti il Tar di Catania ha disposto la sospensiva dei relativi decreti del 24 marzo scorso, disponendo anche un approfondimento del caso. Il 3 novembre avrà luogo una nuova Camera di consiglio. «Sui lavori per l’illuminazione pubblica e la piscina comunale – ha detto l’assessore Carella – era stata fatta una revoca del finanziamento da parte della Regione ma abbiamo presentato ricorso ed il Tar di Catania adesso ha dato la sospensiva su quel provvedimento chiedendo alla Regione relativi chiarimenti. Si diceva, anche in questo caso, che fosse stato perso il finanziamento ma le cose stanno in maniera differente e il Comune non ha alcuna responsabilità, avendo anzi fatto tutti gli adempimenti dovuti per ottenere tale contributo regionale».

Tempi tecnici. Sulla vicenda il Comune di Taormina aveva incaricato un legale di fiducia dell’ente locale, l’avvocato Pietro De Luca, ed a seguito della relativa azione giudiziaria, il Tar ha accolto in parte l’istanza del Comune con la quale era stato chiesto l’annullamento dei provvedimenti decretati dalla Regione, mentre entro i prossimi 20 giorni le parti dovranno presentare una relazione inerente la cronologia esatta degli eventi, con particolare riferimento all’inizio dei lavori e la conclusioni dei cantieri. Il Tar vuole, insomma, approfondire i contorni della vicenda sulla quale si è determinata un’aspra contesa tra Comune e Regione.

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