Salvo Cilona, Pancrazio Di Leo e Salvatore D'Agostino
Salvo Cilona, Pancrazio Di Leo e Salvatore D'Agostino

Taormina “epicentro” di un nuovo tentativo di arrivare ad un’intesa nella zona ionica sul Patto d’Area per il turismo. A seguito di una riunione avvenuta infatti giovedi al Comune di Taormina tra l’assessore al Turismo, Salvo Cilona ed i sindacalisti Pancrazio Di Leo (segretario regionale aggiunto della Fisascat Cisl Sicilia) e Salvatore D’Agostino (segretario generale della Fisascat Cisl Messina) è stata, infatti, annunciata la convocazione di una riunione operativa per il Patto d’Area in agenda il 21 ottobre a Palazzo dei Giurati, alla quale prenderanno parte i sindaci di Taormina, Giardini, Letojanni, Castelmola, S.Alessio e Forza d’Agrò, ed inoltre i rappresentanti delle associazioni albergatori ed associazioni commercianti presenti nel territorio dell’hinterland.

La proposta. Si punta a porre le condizioni in grado di portare ad un allungamento della stagionalità. Proprio a tal riguardo ieri mattina la componente Fisascat Cisl ha lanciato una proposta portata a conoscenza dell’assessore Cilona. «Alla luce delle problematiche determinate dalla nuova Naspi, in virtù della quale i lavoratori rischiano di perdere l’accesso ai sussidi, andando incontro – in quanto stagionali – a un taglio del 50% del valore dell’indennità precedentemente percepita – ha detto Di Leo -, proporremo ai Comuni siciliani e quindi anche a Taormina che una parte della tassa di soggiorno, venga destinata al sostegno al reddito per le famiglie dei lavoratori». La richiesta che verrà fatta agli amministratori è quella di destinare una quota dell’imposta turistica ai lavoratori del settore turismo che rischiano di arrivare al termine della stagione di impiego nelle rispettive attività alberghiere o commerciali senza riuscire a maturare i requisiti essenziali per l’accesso all’indennità di disoccupazione nei mesi invernali. «La nostra idea è che una parte dei soldi della tassa di soggiorno potrebbe e dovrebbe essere destinata alle famiglie dei lavoratori del comparto turismo – spiega Di Leo. Va valutata, pertanto, l’opportunità di aumentare la tassa di soggiorno e riservare quelle quote aggiuntive a salvaguardia dei livelli occupazionali. Le strutture ricettive ad oggi non intendono garantire un impiego superiore ai 6 mesi di lavoro. Si potrebbe, eventualmente, togliere o ridurre la tariffa della tassa di soggiorno per gli imprenditori che nelle loro strutture amplieranno il periodo delle assunzioni del personale».

La risposta dell’assessore. «La gente è preoccupata perché lavorando 6 mesi e percependo una indennità ridotta non potrà usufruire di copertura assicurativa pensionistica pari a 12 mesi – evidenzia D’Agostino – Taormina e il comprensorio ad esempio hanno tutte le condizioni ideali per dare ai lavoratori un periodo di impiego che si estenda da marzo a ottobre e in tal modo garantire almeno 8 mesi di lavoro». «La questione necessita di un intervento strutturale a tutela dei lavoratori – aggiunge Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl Sicilia – e la nostra proposta può rappresentare una valida soluzione. Siamo di fronte ad un problema sociale, anche tenendo conto delle difficoltà che avranno le famiglie in termini economici. L’aumento della tassa di soggiorno non è in alcun modo praticabile – ha risposto Cilona ai sindacati – e noi siamo contrari a questa proposta. Non è pensabile che possa esserci un altro incremento dopo quello che abbiamo già posto in vigore dal 1 gennaio scorso. L’iniziativa di cui si parla non è neppure fattibile da un punto di vista normativo. Va anche detto che non intendiamo determinare o alimentare eventuali situazioni di scontro con gli albergatori in una fase di sinergia in cui gli operatori economici si stanno impegnando, insieme al Comune, su iniziative di assoluto rilievo come la preparazione del G7».

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