Commemorazione Lady Trevelyan
Commemorazione Lady Trevelyan

Arrivata in Italia sul finire dell’Ottocento ha ricreato a Taormina un angolo della sua Inghilterra. Anche quest’anno l’associazione “Onlus Florence T. Trevelyan 1852-1907”, che si occupa di soccorrere e assistere tutti gli animali in difficoltà, ha voluto ricordare la filantropa anglosassone, a 109 anni dalla sua scomparsa, depositando un omaggio floreale ai piedi del suo busto bronzeo nel Giardino pubblico della Villa Comunale di Taormina.

Lady Trevelyan a Taormina. Lei che trasformò l’insignificante scoglio di S. Stefano in Isola Bella, concepì la strada panoramica che da Monte Venere porta a Taormina, bonificò e riorganizzò terreni a Castelmola, Monte Porretta, Monte Croce ed a Monte Paradiso. Lei, che non aiutò solo le figlie dei pescatori con un fondo in danaro per le loro doti nuziali, ma lascio una grande eredità morale a Taormina. Durante la cerimonia di commemorazione sono stati ripercorsi alcuni momenti della vita di Lady Trevelyan che si sono intrecciati con la storia della città. In particolare, è stato ricordato il suo impegno nella progettazione e realizzazione di Hallington siculo, attuale Villa comunale, partendo dalla bonifica di terreno incolto e abbandonato ne ha fatto un parco all’inglese con varie specie di piante rare e costruzioni dall’influenza orientale dove è possibile respirare e ammirare la bellezza della città.

La cerimonia. Proprio in quei luoghi tanto amati da Lady Trevelyan è stata ricordata la donna, l’animalista e l’abile progettista ambientale prematuramente scomparsa a soli 55 anni. «Ringrazio tutti gli intervenuti per il sostegno all’iniziativa – ha detto il presidente dell’associazione Daniele Chirico – personaggi illustri, turisti di tutte le nazionalità e le comitive di gente comune accompagnata dai propri amici a quattro zampe». Presente anche l’Assessore alle Politiche Ambientali e del Verde Pubblico, Pina Raneri, che ha omaggiato la filantropa britannica recandole personalmente meravigliosi ciclamini rosa. «L’assessore – spiega Chirico – ha garantito a tutti i presenti che nell’arco di tre anni, come da accordi politico economici stipulati con il Governo centrale, la Villa comunale verrà sistemata nella parte del “belvedere” crollato per 22 metri a causa della pioggia l’anno scorso, ma che soprattutto verranno ristrutturati i famosi quattro “beehives”, le inusuali costruzioni a forma di “pagoda” ideati da Florence T. Trevelyan ed ai quali diede i nomi di Casa della Capra, Campanile, Bagnoli e Calverley Cottage».

Le vicende del Giardino Trevelyan. All’Assessore Raneri è stato anche evidenziato che la Villa comunale di Taormina è ancora oggi intestata a Giovanni Colonna duca di Cesarò. «La storia documentata ci tramanda – evidenzia il presidente dell’associazione “Onlus Florence T. Trevelyan 1852-1907” – che il duca di Cesarò fu nemico politico del Sindaco Cacciola e di Taormina, Ministro nel Governo fascista dal 1922 al 1924 ma anche presunto istigatore ed organizzatore dell’attentato al duce del 7 aprile 1926. La storia riporta che il duca di Cesarò, dopo il grande sisma del 1908 – continua Chirico – fece escludere Taormina dall’elenco dei Comuni aventi diritto ad ottenere dal Governo il sussidio economico per organizzare l’igiene e la sanità pubblica, poiché secondo la sua menzognera relazione presentata il 12 Giugno 1911 al Parlamento, il terremoto non aveva provocato danni né all’abitato né alle fognature». Nel 1921 Colonna presentò alla Camera dei Deputati la proposta per espropriare “Giardino Trevelyan”, che avvenne poi nel 1923. Nel 1940 Cesare Acrosso, ultimo podestà di Taormina, per molti anni segretario particolare del duca di Cesarò, intestò per gratitudine il Parco al duca, collocando numerose targhe di marmo agli ingressi dell’attuale Villa comunale. «L’Assessore Raneri prendendo atto di questa importante scoperta documentale pubblicata recentemente in un libro – afferma Chirico – ha garantito che presenterà in tempi brevi un’interrogazione al Consiglio comunale di Taormina affinché la Villa di Taormina torni ad essere giustamente intestata con il suo nome originario di “Hallington siculo” o quantomeno venga attribuita alla sua vera ideatrice Florence Trevelyan Trevelyan».

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