Manuela Cavallaro, la giovane ricercatrice catanese che si è aggiudicato l’Erc Starting Grant 2016
Manuela Cavallaro, la giovane ricercatrice catanese che si è aggiudicato l’Erc Starting Grant 2016

Nei laboratori siciliani dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare si cercherà di dare seguito alla teoria dei neutrini del fisico Ettore Majorana. Manuela Cavallaro, giovane ricercatrice catanese, si è aggiudicata l’Erc Starting Grant 2016 e un milione e mezzo di euro dall’European Research Council per uno studio, unico al mondo, sulla natura del neutrino. «Per Majorana – spiega Manuela Cavallaro – il neutrino è anche l’antineutrino e questa ipotesi è difficile da verificare perché parliamo di una particella sfuggente. Ma è importante capire la natura di questo mattoncino della vita altrimenti l’Unione Europea non avrebbe finanziato il mio progetto».

Il legame con la Sicilia. In Italia sono stati solo quattro i premi assegnati dall’Erc nel campo delle scienze e dell’ingegneria, gli altri tutti al Nord e qualcuno impiegherà i fondi ricevuti all’estero dove è più facile fare ricerca. Manuela invece ha deciso di portare avanti il suo progetto nella sua terra, la Sicilia: «È qui che intendo impiegare questa somma, che è il frutto del mio impegno, ma anche dell’ambiente che mi circonda all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Catania». Ma la scelta della giovane fisica nucleare è rafforzata anche da aspetti tecnici: «La strumentazione dell’Infn – chiarisce la ricercatrice – è unica al mondo, questi esperimenti oggi si possono fare solo qui. E non è un caso se il nostro centro attira scienziati da tutto il mondo».

Lo studio. Nei Laboratori nazionali del Sud dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare di Catania verranno prodotte reazioni nucleari controllate impiegando strumenti, come lo spettrometro magnex ed il ciclotrone superconduttore, all’avanguardia nel settore delle applicazioni di fisica nucleare. «L’idea alla base del progetto – continua la ricercatrice – è utilizzare le reazioni nucleari, in particolare le reazioni di doppio scambio di carica, per ottenere informazioni essenziali sugli elementi di matrice nucleare che entrano in gioco nel cruciale fenomeno del doppio decadimento beta senza neutrini». In altre parole, il progetto si spinge alla comprensione della natura del neutrino «una particella sfuggente e difficile da rivelare, che noi fisici cerchiamo dappertutto, anche nelle cavità sotterranee e negli abissi, come il telescopio per neutrini di altissima energia posizionato al largo di Portopalo».

Fuga di cervelli, al contrario. Per raggiungere risultati d’eccellenza in ambito scientifico, dunque, non sempre è necessario trasferirsi all’estero. Obiettivo sempre più raro. Poter studiare e realizzarsi professionalmente nella stessa città in cui si è nati è praticamente diventato un privilegio. E Manuela lo sa bene. «L’aspetto che mi rende particolarmente orgogliosa – sottolinea la ricercatrice- è che grazie al mio progetto, finanziato dalla comunità europea, altri giovani ricercatori potranno lavorare in città nei prossimi anni». Inoltre, grazie alla strumentazione in dotazione ai laboratori di via Santa Sofia si crea una mobilità al contrario: «Diversi ragazzi stranieri vengono da noi per studiare e fare ricerca. Il nostro laboratorio è in controtendenza: solo noi al mondo abbiamo, in coppia, strumenti come lo spettrometro magnex ed il ciclotrone superconduttore».

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