Il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta in visita a Taormina
Il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta in visita a Taormina

La Cardiochirurgia pediatrica di Taormina potrebbe rimanere operativa grazie ad un protocollo d’intesa che la Regione Siciliana intende sottoscrivere con la Regione Calabria per realizzare un polo d’eccellenza che rappresenterebbe un valido ponte sanitario nell’area dello Stretto per la cura dei bambini. In tal modo si garantirebbe, quindi, la copertura del territorio per l’utenza della Sicilia orientale e verrebbero valorizzati i dati che già in fase odierna, e da tempo, attestano l’alta percentuale di mobilità attiva extraregionale che caratterizza la struttura esistente in Contrada Sirina.

Obiettivi. Taormina accoglie, infatti, numerosi bambini provenienti dalla Calabria ed è già un punto di riferimento per l’utenza proveniente dall’altra sponda dello Stretto. Il trend si potrebbe così consolidare anche in termini istituzionali. «Incontreremo al più presto i rappresentanti della Giunta regionale della Calabria – ha detto il Governatore Rosario Crocetta nel corso della sua visita a Taormina di venerdì scorso – e intendiamo sottoporre a loro la proposta di firmare insieme un protocollo d’intesa per una struttura d’eccellenza da portare avanti di comune accordo e la cui sede sarebbe a Taormina. La nostra idea e’ quella di avere due centri di cardiochirurgia infantile in Sicilia e certamente sia chiaro che non vogliamo tralasciare la zona orientale. Attraverso l’intesa con la Regione Calabria si potrebbe appunto mantenere attivo il centro di Taormina», ha rimarcato Crocetta. D’intesa con il governatore, proprio in questa direzione si sta già muovendo il manager dell’Asp Messina, il dott. Gaetano Sirna. In sostanza, se da un lato è comunque confermato l’avvio del Centro a Palermo, che dovrebbe avvenire dal giugno 2017, o comunque il prossimo anno alla scadenza della proroga annuale della convenzione tra la Regione Siciliana e il Bambin Gesù di Roma che concerne l’esistente Centro sito a Taormina, dall’altro lato si sta pensando ad una soluzione complementare per non disperdere quanto fatto in questi anni al “San Vincenzo”.

Protocollo risolutivo. Si punta ad un accordo di programma tra le Regioni Sicilia e Calabria, che sarebbe in linea con i parametri della legge Balduzzi, che richiede la presenza di una cardiochirurgia infantile in un territorio che abbia un bacino d’utenza di almeno 5 milioni di abitanti. In questo caso l’eventuale intesa tra Sicilia e Calabria, con la conseguente dislocazione della struttura a Taormina, abbraccerebbe un territorio attorno al quale graviterebbero oltre 8 milioni di utenti. La prospettiva che va delineandosi andrebbe incontro alle richieste dei genitori che da tempo lottano con determinazione affinché non venga chiuso il Centro di Taormina e secondo i quali vanno previsti in Sicilia due centri, uno per la zona occidentale e l’altro per l’area orientale. La Cardiochirurgia di Taormina vanta già il 20% di mobilità extraregionale. E sul presidio ospedaliero di Taormina, forse può essere pure utile ricordare che, complessivamente, con tutti i suoi vari reparti può vantare una mobilità attiva pari a circa 18 milioni di euro, a riprova che si tratta di un ospedale tutt’altro che periferico e dove arrivano pazienti da tutta la Sicilia, dalla Calabria e da diversi altre regioni italiane.

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