Diego Dalla Palma nella sua villa a Taormina
Diego Dalla Palma nella sua villa a Taormina

In vendita la villa taorminese di Diego Dalla Palma. Il noto make up artist aveva da tempo palesato la sua volontà di mettere sul mercato la propria incantevole dimora siciliana e adesso è, a tutti gli effetti, online proprio l’annuncio con il quale viene confermata questa intenzione già resa nota dallo stesso Dalla Palma lo scorso anno, intenzionata a devolvere poi parte del ricavato «a strutture o iniziative che ospitano e accolgono orfani di ogni parte del mondo, madri con bimbi piccoli, vecchi senza speranza o malati e profughi che fuggono da guerre, pestilenze e carestie». L’immobile in vendita è la bellissima Villa Sirena, 470 m² per un valore di 3 milioni 950 mila euro. Una residenza di 3 piani con 5 camere, 3 bagni, 1 cucina e una superficie interna di 470 m², con ascensore.

La splendida dimora è arroccata su un costone subito sotto il Teatro Antico di Taormina, e il proprietario Diego Dalla Palma è stato definito dal New York Times come il “profeta del make-up made in Italy”, un uomo che ha rivoluzionato l’approccio al vero volto della bellezza, evidenziandone l’essenza di un’estetica che alla base di tutto può e deve anche avere un’anima. Nel corso della sua carriera, Dalla Palma, mettendo sempre professionalità, talento e passione nel suo mestiere, ha curato l’immagine di grandi attrici del cinema, del teatro e della televisione, ha scritto libri e manuali sul trucco e la bellezza, altri dedicati all’esplorazione dell’animo umano. La sua missione è aiutare le donne a trovare un proprio stile senza cifre da capogiro ma ancor prima a star bene con se stesse. Dopo molti anni vissuti nella frenetica Milano, l’artista originario di Enego ha fatto di Taormina, la sua città, ambientandosi in fretta in un contesto nel quale si è mostrato cordiale, sempre discreto e gentile con la gente del luogo. La sua casa taorminese, quella messa ora in vendita, fu edificata nel lontano 1906, fu un distaccamento militare poi un laboratorio di pizzi e ricami e un albergo. Dalla Palma l’ha ristrutturata, a suo tempo, con due anni di lavoro, sacrifici e ingenti risorse impiegate, che l’hanno rimessa a nuova e l’hanno reso un’autentica perla.

Il post che fa discutere. Stupore e anche polemiche aveva destato un post su Facebook del 16 aprile 2015 nel quale Dalla Palma comunicava la sua volontà di vendere tutti i suoi immobili. Parole che vennero intese persino come un annuncio di malattia dell’artista e di una sua intenzione percorrere la via dell’eutanasia. Affermazioni lette da oltre 122 mila persone e sulle quali Diego Dalla Palma ha voluto poi fare immediata chiarezza nelle ore successive, smentendo qualsiasi malattia. «Nonostante sia primavera – scrisse Dalla Palma -, la mia vecchiaia incombe. Anche se sono sano (a parte l’allergia al glutine e qualche reumatismo) fra non molto la morte sarà per me un passaggio liberatorio. La fine di una vita fortunata ma difficile. Ho riflettuto a lungo e mi sono posto una domanda: che senso ha e avrà avuto il mio passaggio sulla Terra? Eccola, la risposta: se continuo a percorrere il cammino attuale, nessuno. Quindi, di fronte all’ottusità di chi vive di sfarzi, di giornate effimere, di retorica, di superficialità e di egoismo mentre si consuma costantemente il dramma di gente disperata, quello di bambini rapiti, massacrati e privati dei sogni, ho preso una decisione: vendo tutti i miei immobili (di un paio solo la nuda proprietà, poiché devo abitarvi per una decina di anni circa). Parte del ricavato (prevedo di donare un milione o un milione e mezzo di euro) desidero vada devoluta a strutture o iniziative che ospitano e accolgono orfani di ogni parte del mondo, madri con bimbi piccoli, vecchi senza speranza o malati e profughi che fuggono da guerre, pestilenze e carestie. Al fine di migliorare, per quello che posso, un mondo fatto di ignoranza, violenza e dolore. Un luogo che l’essere umano, usando in modo dissennato e scriteriato la civilizzazione e l’emancipazione, ha reso stupido».

Crisi esistenziale. «Invecchiando, ho scoperto che non so niente e non sono niente. E che sono solo di passaggio. Che sono qui per una breve, interessante e travagliata vacanza che sta finendo. Inoltre, perché è giusto che qualcuno riceva una vita migliore da un gesto che, per me, è doveroso. Preciso che sono sereno, determinato e per niente depresso. Desidero semplicemente dare uno scopo alla mia vita. Vita che, se il destino e la buona sorte me lo concedono, desidero non sia lunga più di tanto. Sia chiaro: la amo questa mia vita! Tanto quanto la morte! Quest’ultima, l’ho incontrata all’età di sei anni (attraverso il coma) e da allora, per fortuna, siamo sempre rimasti buoni amici. Finalmente, ho trovato una risposta alle mie tante domande. Vi prego di capirmi e, se potete, aiutarmi. Vi supplico: non usate pietismi, rimproveri, litanie o riflessioni filosofiche: mi potrebbero colpire o far piacere, ma ciò che ho deciso è irrevocabile e, a mio avviso, giusto. Non risponderò a nessuno (tranne a coloro che mi aiuteranno a realizzare il mio desiderio o il mio programma), perché sono determinato e convinto di un mio principio: quando sarà ora di andarmene voglio avere sul viso lo stesso candido stupore di quel tempo lontano, all’età di sei anni, che vi ho appena descritto. Lontano, ma non per me, che l’ho ricordato e rispettato tutti i giorni nel corso del mio vivere. Ovviamente, gli estremi della donazione verranno resi pubblici per dimostrare a chiunque la mia buona fede e che non ho approfittato di niente e di nessuno. Grazie, Grazie. Grazie».

Precisazioni. «Evidentemente – precisò poche ore dopo Dalla Palma, il 17 aprile 2015 -, i miei pensieri di ieri hanno alimentato in molte persone un solo ragionamento: quello collegato al mio desiderio di non vivere a lungo. Invece (e forse questa è una mia colpa), ciò su cui mi voglio concentrare è la donazione che desidero elargire ai bisognosi (soprattutto bambini orfani, vecchi soli e profughi), attraverso la vendita degli immobili che possiedo in Lombardia, nel Veneto e in Sicilia». Purtroppo, ho ereditato il peggio di certe problematiche fisiche che hanno umiliato e reso infelici i miei genitori negli ultimi anni della loro vita. Quindi, ne devo tenere conto. Ma, lo ripeto, sono sereno, anche se tormentato. Sono sereno, carico di gioia, di impensabili certezze e di nuova poesia”. Ed ancora, il 21 aprile 2015 Dalla Palma aggiunse: «E’ determinante far chiarezza su tre questioni. 1) non sono malato di malattie che portano alla morte ma di artrosi e di quei malanni dell’età che mi stanno rovinando certe giornate. 2) lo scopo delle mie decisioni è quello di aiutare, con parte dei proventi della vendita di tutti i miei immobili, le persone disperate che non hanno più forze e neppure nuove lacrime per piangere. 3) non ho bisogno di pubblicizzare alcunché, tranne i termini riguardanti la mia iniziativa di giustizia umana. Non attiro l’attenzione per vendere prodotti cosmetici: non possiedo nulla, tranne gli immobili di cui sopra».

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