Eugenio Raneri, consigliere comunale
Il consigliere comunale Eugenio Raneri

«Oggi dov’è la gioventù a Taormina? Non c’è, non esiste più. Questo è un paese che sta morendo per colpa della politica». Si può dar torto a queste parole pronunciate dal consigliere comunale Eugenio Raneri nel corso della seduta di Consiglio comunale di martedì scorso? Ci piacerebbe poter dissentire da Raneri. Invece quella dichiarazione è una verità innegabile, una condivisibile frustata al torpore ormai ventennale della politica taorminese. E’ la sintesi emblematica del momento difficile che investe le giovani generazioni, catapultate dal flop della politica nel crollo verticale che sul piano sociale e culturale ha investito la Taormina di questi anni.

I personaggi del passato. «E’ arrivato il momento di fare una riflessione sul futuro di Taormina – spiega Raneri – Anche la consigliera Caltabiano con il suo intervento sull’immobile delle Suore Francescane Missionarie in vendita ha sollevato un problema serio. Quando successe un’analoga vicenda con le Suore Bianche, una signora che si chiamava Flaviana Ferri, per impedire che l’Istituto chiudesse, si è intestata una battaglia insieme a un comitato di genitori e sono riusciti a spuntarla. La politica gli è stata anche accanto allora. Sono state poi intraprese delle iniziative per i Salesiani, anche se sappiamo com’è andata a finire. Ma la politica degli ultimi tempi ha voluto cancellare la memoria e oggi è difficile fare delle scelte. Mi viene anche in mente la signora inglese Florence Trevelyan, che si fece carico di parlare con Don Bosco per cercare un po’ di moralità a Taormina e soprattutto nella gioventù taorminese. Grazie all’impegno e la buona volontà di alcune persone si è cercato di imprimere una svolta nei momenti difficili».

Il ruolo della politica. «Oggi dov’è la gioventù a Taormina? Non c’è, non esiste più – sottolinea Raneri -. Questo è un paese che sta morendo per colpa della politica. E’ evidente l’assenza di programmazione. Bisogna smetterla con le deroghe, bisogna finirla di far costruire seconde case. Basta passeggiare in Corso Umberto e vedremo la “Taormina da bere” e le paninerie. Se non si avrà il coraggio e la lungimiranza di riportare i giovani a Taormina questa sarà una città morta. Le idee e il progresso e le visioni future ce l’hanno i giovani e la politica taorminese non ha fatto altro che allontanare i giovani da Taormina. Non ci sono più scuole e all’ospedale di Taormina le nascite sono in calo. La politica questo si deve chiedere, non altro. La vergogna della politica taorminese è il Capalc, una scuola che doveva essere il fiore all’occhiello della Sicilia intera, ed è stata depredata da dirigenti del Comune di Taormina che si sono portati via servizi di piatti, pezzi di cucina e casseruole, ed è diventato un deposito di immondizia e biancheria. A suo tempo sono state trasferite e sono rimaste li per alcuni anni delle persone per una frana, c’era la biancheria sullo stendino nei corridoi e sotto c’era la moquette. Vorrei vedere se quelle persone a casa loro stendono la biancheria sulla moquette. Questa è la politica di Taormina. Ditemi se a Taormina c’è una classe dirigente degna di rappresentare questa città».

Il futuro. «Adesso su una vicenda come quella dell’immobile delle Suore che è stato messo in vendita noi cosa dobbiamo fare? Prendiamo i carri armati e diciamo all’Ordine delle Suore Francescane di rimane qui? Non lo possiamo fare – conclude Raneri -. Metteranno in vendita il Monastero? Andiamo a vedere, magari metteremo un vincolo ma poi accadrà come per i Salesiani, dove abbiamo fatto nel 2013 un vincolo ed è stato poi fatto un ricorso contro il Comune».

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