Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale di Taormina
Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale di Taormina

«Il Consiglio comunale di ottobre avente per oggetto i paventati tagli all’ospedale di Taormina si farà regolarmente ed anzi posso confermare che sono già stati avviati i contatti con alcuni presidenti delle assemblee consiliari del Distretto sanitario». Così il presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni conferma che nelle prossime settimane la questione dei possibili taglia all’ospedale “San Vincenzo” verrà affrontata nel corso di una seduta consiliare congiunta delle assemblee dei Comuni del Distretto Socio-Sanitario di Taormina.

Mobilitazione in difesa delle eccellenze. «Mi stupisce che ci sia qualcuno che si indigna per questa protesta – spiega in una nota D’Aveni -, mirata a far capire che il “San Vincenzo” non si tocca. E d’altronde ci sono anche delle note inviate al Premier Renzi tra le cui righe si è palesata preoccupazione per quanto potrebbe avvenire: quindi qui non ci sono dei “visionari” che vogliono creare fatti mediatici, ma gente che si preoccupa del futuro dell’ospedale di questo territorio. Chi invoca il silenzio dovrebbe essere, piuttosto, contento che la politica voglia mobilitarsi a difesa delle eccellenze sanitarie e del patrimonio umano e professionale di questa struttura ospedaliera. Rispetto, quindi, ma non condivido la richiesta di abbassare i toni: la logica del morire in silenzio non mi appartiene. Cosa si vorrebbe far capire che se non stiamo zitti ci castigheranno distruggendo ciò che di buono esiste? Non ci voglio credere.Tutta la Sicilia, dal versante Orientale a quello Occidentale è preoccupata per il “nascosto” piano sanitario. La realtà è che ci si è accorti del fuoco ormai che divampa e si cerca di gettare acqua».

Indignazione. «Voglio ricordare a qualcuno – continua D’Aveni -, che tra i diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione italiana ci sono quella del diritto di parola, della libertà di opinione e di stampa. A chi chiede di non parlare più dei tagli all’ospedale, dico che i tempi dei dittatori che censuravano e passavano alle maniere forti in Europa sono molto lontani. Per quanto mi riguarda “fiducia zero” perché i fatti su tanti argomenti ( da Taormina Arte ai proventi del Teatro Antico) hanno dimostrato che non ci si può fidare di nessuno. Per questo motivo le persone libere, tra cui il sottoscritto, grideranno con forza l’indignazione della nostra comunità e diranno No a questo “nascosto” , ma reale piano sanitario».

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