«Il Comune deve recuperare almeno 4 milioni di euro di bollette acqua non versata. Non ci si può più sottrarre alle spettanze dovute all’ente locale, a questo punto stiamo valutando pertanto la possibilità di sospendere l’erogazione del servizio ai morosi». Lo ha reso noto l’assessore Salvo Cilona, che fa il punto della situazione sulle morosità nelle bollette d’acqua non pagate sul territorio di Taormina.

Crediti milionari. Ammonta, quindi, a 4 milioni la somma che Palazzo dei Giurati sta cercando di riscuotere, in un settore certamente complesso, che da diversi anni ormai è al centro dell’attenzione. Dall’inizio degli anni Duemila in poi si sono accumulate morosità per circa 10 milioni di euro, una parte è stata poi recuperata dagli uffici comunali ma ingenti cifre continuano a sfuggire. La “caccia ai morosi” continua e Cilona preannuncia la linea dura e lancia in particolare un messaggio agli operatori economici. «Per ciò che riguarda le attività commerciali ed alberghiere morose – sostiene l’amministratore – stiamo valutando l’ipotesi di abbassare la potenza di erogazione dell’acqua e poi la sospensione del servizio. Chi deve dei soldi al Comune deve provvedere ad effettuare i pagamenti». Il tentativo è quello di stringere i tempi per provare a fare quadrare i conti. «Per quanto riguarda ad esempio anche il debito del Comune Castelmola nei confronti del Comune di Taormina – ha proseguito Cilona – dobbiamo avere dei riscontri concreti di eventuali pagamenti per la fornitura d’acqua già pagata da Taormina ed invece consumata dal piccolo centro. Tengo a precisare che dal nostro punto di vista non esistono ricevute di pagamento da parte di Castelmola». Il debito di cui si parla, in questo caso, ha raggiunto nel tempo quota 290 mila euro circa.

Recupero delle somme dovute. «Cercheremo di affrontare la vicenda certamente con la collaborazione di Castelmola», aggiunge Cilona. Su questo fronte il sindaco castelmolese, Orlando Russo, si è mostrato disponibile al confronto e dunque, quanto prima si avrà l’ennesimo faccia a faccia, mentre già un primo appuntamento tecnico senza esito risolutivo è avvenuto di recente. Le procedure di recupero delle bollette non sono semplici e più passano i mesi e più rischia, inevitabilmente, di complicarsi l’azione finalizzata al recupero delle somme. Si registrano dei casi anche di utenti morosi che non risiedono più a Taormina, o di società che non esercitano più in questo territorio. E c’è anche qualche privato che gestiva delle attività commerciali e ha chiuso le saracinesche. Una molteplicità di casistiche nelle quali rientra pure l’elenco dei morosi che non potranno più pagare in nessun caso perché sono ormai passati ad altra vita. L’esigenza di Palazzo dei Giurati è quella di provare ad assottigliare quei 4 milioni, che al momento sembrano ancora una montagna da scalare a mani nude.

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