Gaetano Sirna, manager dell'Asp 5 Messina in un recente incontro al Comune con il sindaco di Taormina Eligio Giardina
Gaetano Sirna, manager dell'Asp 5 Messina in un recente incontro al Comune con il sindaco di Taormina Eligio Giardina

«I tagli all’ospedale di Taormina? La situazione reale e veritiera è quella che si basa sull’esistenza dell’atto aziendale dell’Asp di Messina, un atto pubblico sul quale è stato fatto un decreto assessoriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Tutto il resto sono chiacchiere». Così il manager dell’Asp 5 Messina, il dott. Gaetano Sirna, interviene in modo perentorio e fa chiarezza sul paventato depotenziamento del “San Vincenzo”, invitando medici ed amministratori ad abbassare i toni della protesta.

“Molto rumore per nulla”. «Ad oggi non c’è nulla di ufficiale sui tagli di cui si parla, l’ho detto e lo ribadisco – spiega Sirna -. Siamo soltanto ai “si dice”. Quindi, come pure affermato dall’assessore alla Sanità, ricordo che qualsiasi variazione dell’atto aziendale presuppone un passaggio presso la conferenza dei sindaci ed in Sesta Commissione, che sono i luoghi deputati alla politica per intervenire sulla programmazione del sistema sanitario. Su Taormina parlano i numeri e l’ospedale non ha bisogno di essere difeso, perché a difenderlo sono i numeri stessi. Molti reparti si trovano ai primi posti per qualità e quantità di prestazioni in Sicilia. Si tratta di statistiche che non possono non essere tenute in grande considerazione dalla Regione Siciliana. Per cui agli amministratori del Comune di Taormina dico di non preoccuparsi e di non trasformare la questione in un fatto mediatico».

Poi Sirna lancia una frecciata ai medici del “San Vincenzo”: «Ai medici dell’ospedale ricordo che esiste un Istituto contrattuale che li obbliga e li vincola a seguire una via gerarchica per i problemi legati alla loro attività professionale». Anche ai medici mando il messaggio di stare tranquilli perché le loro capacità non possono essere messe in discussione. Anche il decreto Balduzzi ha come “mantra” i volumi prestazionali e la qualità delle prestazioni erogate. Su questi argomenti il “San Vincenzo” può dormire tra due guanciali».

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