L'epicentro del sisma
L'epicentro del sisma

Sciame sismico in corso in Sicilia con epicentro nella provincia di Catania. Al momento non si sono registrati danni a persone e cose ma la sequenza prosegue dalla mattinata di domenica ed anche nel pomeriggio è proseguito interessando i comuni di Sant’Alfio, Milo, Giarre, Mascali, Riposto, Zafferana Etnea, Piedimonte Etneo, Fiumefreddo di Sicilia, Linguaglossa, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Acireale, Trecastagni, Motta Camastra, sino anche alla zona di Taormina. La situazione viene costantemente monitorata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania ma dopo i recenti accadimenti del Centro Italia appare fondamentale tenere alta l’attenzione sull’argomento. Un mese dopo il terribile sisma che ha devastato Amatrice e Accumoli, si registra lo sciame nell’etneo.

Le scosse. Nella mattinata si sono registrate due scosse di grado M 2.1, 2.7 e 2.1 sulla scala Richter, tra le 11.17 e le 11.36, con segnalazione di qualche vibrazioni e ipocentro delle scosse a 6 km sotto il livello del terreno. I Comuni vicini a questo epicentro sono stati così elencati: Milo, Sant’Alfio, Zafferana Etnea, Mascali, Riposto, Piedimonte Etneo, Fiumefreddo di Sicilia, Trecastagni, Pedara, Viagrande, Aci Sant’Antonio, Gaggi, Acireale, Nicolosi, Graniti, Taormina, Valverde, San Giovanni la Punta, Tremestieri Etneo. Ulteriori scosse si sono verificate alle ore 16.14 e poi alle 16.54 con intensità magnitudo M 2.2, ed ipocentro a 18 km di profondità ed epicentro presso le medesime aree.

Il piano fantasma. L’auspicio è che ovviamente possa soltanto trattarsi di fenomeni di assestamento senza ulteriori dinamiche in corso ma lo sciame di questa fase conclusiva di settembre induce, inevitabilmente, ad una seria riflessione e c’è da chiedersi se dopo i tragici fatti del Centro Italia ci si stia concentrando dalle nostre parti alla necessità imprescindibile di fare prevenzione, andare a monitorare lo stato dei luoghi e soprattutto dare concreta attuazione ai Piani di Protezione Civile. Taormina, nel caso specifico, ha un Piano comunale di Protezione Civile predisposto con l’impegno in materia di professionisti del territorio ed esperti nazionali ma dopo l’approvazione del Consiglio comunale, che risale alla passata legislatura, a quanto risulta non è stato dato corso alle procedure e le strategie contenute nel dettaglio delle pagine di quel piano. Sono state effettuate le esercitazioni previste in questi casi per la popolazione e soprattutto le prove di evacuazione da porre in essere in primis per la popolazione scolastica? La risposta al momento (sperando vivamente di poter essere smentiti) è purtroppo un “no”, e allora oltre qualsiasi allarmismo che va sempre evitato urge comunque riprendere in fretta quel Piano di Protezione Civile. Va tirato fuori dai cassetti del Comune e bisogna svilupparlo in ogni aspetto essenziale. Mai come di questi tempi la prevenzione dei rischi è una priorità assoluta che va anteposta a tutto il resto.

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