L’Accademia Statale di Belle Arti di Catania vuole “scommettere” sulla Città di Taormina e propone al Comune la stipula di un protocollo d’intesa che potrebbe aprire, già nei prossimi mesi, importanti scenari nella vita culturale della località ionica. L’opportunità di sancire un’intesa tra l’Accademia ed il Comune di Taormina è stata discussa nelle scorse ore a Palazzo dei Giurati, alla presenza del direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catania, l’arch. Virgilio Piccari, che nell’occasione ha incontrato il sindaco Eligio Giardina. Alla riunione c’erano, inoltre, l’arch. Enrico Lo Rosa e il prof. Corrado Rubino (entrambi docenti dell’Accademia di Catania) e l’arch. Salvatore Tudisco: quest’ultimo già da tempo si è mosso con impegno in prima persona per favorire l’apertura del “ponte strategico” sul quale ora il Comune dovrà prendere una decisione. Giardina si è detto pronto a dare l’ok all’iniziativa e adesso intende discuterla con i consiglieri comunali di maggioranza ed opposizione: in settimana entrante ne parleranno, intanto, i capigruppo consiliare. L’incontro in Comune è stato seguito con interesse anche dal presidente del Consiglio comunale Antonio D’Aveni e lo stesso Piccari si è intrattenuto sul tema anche con il vicesindaco Mario D’Agostino. La proposta ad ampio raggio che l’Accademia ha lanciato è quella dell’attivazione di una sede distaccata dell’Accademia, con la previsione di corsi di perfezionamento, seminari di ricerca, scuole biennali di specializzazione e corsi quinquennali nel settore del restauro. Adesso il Comune dovrà valutare in tempi stretti se dare l’ok a questa iniziativa concreta e dettagliata che appare un’occasione da non perdere per Taormina e potrebbe garantire sin da subito, in concomitanza con il G7, un primo momento di sicuro rilievo con l’avvio di un Museo Archeologico dei cosiddetti “Falsi Storici”.

Intervento culturale. «La nostra iniziativa parte qualche mese fa – spiega l’arch. Piccari -, quando all’interno dell’istituzione accademica abbiamo immaginato di poter offrire la disponibilità a realizzare, nel contesto di un percorso virtuoso, una sede distaccata di quella che è ormai una realtà riconosciuta non soltanto in ambito regionale ma anche e soprattutto in tutta Italia. E’ semplice mettere sul mercato culturale l’Accademia di Belle Arti di Catania: è una realtà che ha avuto una crescita esponenziale da quando all’inizio degli Anni Duemila accoglieva appena 400 persone ed oggi ha superato ampiamente il limite dei 2 mila. Stiamo parlando di un’accademia che ha un’immagine internazionale, quindi perché non scommettere sul territorio di Taormina? E’ una città che ha bisogno di un intervento forte a livello culturale e che gli dia un’immagine aggiuntiva a quanto già riesce a fare».

Le attività proposte. «L’attivazione di nuovi corsi dovrà passare, per forza di cose, da autorizzazioni ministeriali, pertanto in attesa di ottenere quelle giuste autorizzazioni, partiremmo andando ad occupare degli spazi con dei bienni e dei trienni già presenti a Catania e preventivamente autorizzati. Non sarà complesso ma la cosa alla quale più di qualsiasi altra noi teniamo, in senso assoluto, è di offrire ai nostri studenti di offrire un percorso formativo virtuoso che avrà come territorio di riferimento Taormina. Inoltre i nostri studenti potrebbero rendere più proficuo e spendibile il loro territorio. Negli anni i nostri progetti hanno dimostrato che la capacità formativa dell’Accademia di Catania è forte ed è ben vista. Noi abbiamo oggi studenti che provengono da tutta Italia, quindi non solo dalla Sicilia ed anche dalla Calabria ma anche dalla Lombardia, dal Veneto e dalla Toscana. E’ una cosa bella ed in controtendenza con quanto succede col meccanismo della “migrazione delle intelligenze”. Evidentemente gli studenti trovano nelle nostre scuole e nei nostri dipartimenti un’appetibilità formativa che altrove si prospetta in maniera diversa. Vogliamo aprire a Taormina un Museo Archeologico dei cosiddetti “Falsi Storici”. Una delle nostre scuole, per l’esattezza quella di Comunicazione e Valorizzazione del Patrimonio Artistico ha attivato da qualche anno alcuni laboratori tendenti a riproporre dei “Falsi storici”, e l’idea adesso è quella di realizzare un museo che riesca ad ospitare delle realtà ospitate non solo in Sicilia ma anche in altre Regioni. Si potrebbe così dare una nuova idea e rendere più stimolante verso i giovani lo studio di quel che dovrebbe essere al centro del racconto e delle origini della nostra terra un po’ bistrattata. Non è mia intenzione fare polemica e non voglio entrare nelle questioni politiche, ma è un dato di fatto che l’investimento culturale è stato collocato sin qui in secondo piano o quasi. Noi ci auguriamo che la politica voglia accogliere questo segnale forte, perché soltanto attraverso la cultura possiamo immaginare di riqualificare il territorio ed occupare lo spazio sui media non soltanto per episodi negativi ma anche con la riaffermazione della centralità culturale proprio di questo territorio rispetto all’Europa».

In vista del summit mondiale. «Per il G7 abbiamo già immaginato – aggiunge l’arch. Piccari – di realizzare già le prime opere, a partire dalla realizzazione dei Bronzi di Riace, che potrebbe dare una lettura finalmente internazionale a questa terra che ha vissuto con un aspetto un po’ troppo chiuso verso le proprie realtà. I Bronzi di Riace sono un valore che appartiene all’Umanità intera. Arrivare a realizzare tanto, unitamente a una realtà importante che è la Venere di Morgantina, potrebbe essere il primo segnale forte per dimostrare le capacità dell’Accademia e l’appetibilità di questo tipo di progetto. Voglio anche ricordare che l’Accademia di Catania è stata a suo tempo investita di un incarico molto importante, quello cioè di realizzare un Museo tattile per i non vedenti, dove l’Accademia ha dimostrato le sue capacità. Questo vorrebbe dire trasferire a Taormina il principio fondamentale del necessario abbattimento delle barriere architettoniche, che ancora ci affliggono. Si potrebbero offrire ai non vedenti, ed ai vedenti, dei manufatti artistici e raccontarli anche attraverso il progetto tattile. Quel museo, tra l’altro, a breve verrà visitato dal Ministro dei Beni Culturali. Credo che il progetto sia di visibilità internazionale. La speranza che abbiamo è quella di poter mettere il nostro impegno e le nostre competenze al servizio della Città di Taormina. Immaginiamo di costruire delle nuove generazioni che non debbano più affrontare il problema del “dove devo andare” e che, invece, possano rimanere nel territorio dove giustamente hanno il diritto di vivere».

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