Franco Ortolani, ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli
Franco Ortolani, ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli

Il Consorzio Rete Fognante si affida al prof. Franco Ortolani, esperto nazionale di problematiche geoambientali, ed attuale esperto anche del sindaco di Taormina, con apposito incarico per sovrintendere un piano operativo finalizzato a risolvere l’emergenza legata all’argine sinistro dell’Alcantara che minaccia ormai da tempo di determinare, in caso di forti piogge, delle inondazioni agli impianti del consorzio siti a Giardini Naxos in contrada Pietre Nere.

Richieste. Per prima cosa, intanto, ad Ortolani verrà chiesto di redigere in tempi brevi una relazione aggiornata sullo stato dei luoghi e sull’effettivo pericolo in atto. Si tratta di una vera e propria corsa contro il tempo. La stagione del maltempo è ormai arrivata e allora si fa impellente la necessità di prevedere degli interventi immediati a difesa dell’impianto consortile che serve i Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola. Sulla vicenda si è, tra l’altro, anche attivato il Comune di Giardini mediante una convenzione col Consorzio, finalizzata a cercare di mettere in sicurezza il complesso consortile al cospetto delle acque dell’Alcantara. Il sindaco Nello Lo Turco, che in queste ore si trova in Lettonia per alcuni impegni istituzionali, al suo rientro ha messo la questione dell’argine dell’Alcantara tra le priorità in agenda e non esclude nemmeno un blitz a Palermo per discutere la questione con il governatore Crocetta.

Piano di interventi. «Esiste un progetto di riassetto ambientale – spiega il presidente del Consorzio, Andrea Raneri – che risale al periodo della presidenza di Pippo Manuli e prevede un intervento sui terreni, alcuni dei quali non appartengono al Consorzio e sui quali vi è la necessità di interessare il Comune di Giardini per quanto attiene il dissesto idrogeologico. Noi vogliamo aggiornare quel progetto e perciò abbiamo deciso di affidarci al prof. Ortolani. Il letto del fiume va modificato perché i detriti hanno creato nel tempo una curva che sposta la pressione del fiume sul lato Messina e minaccia i nostri impianti. Occorre risistemare tutto ed effettuare la riqualificazione di una vasta area che non ricade solo nel Consorzio ma anche nei terreni del Parco Fluviale. Abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa col Comune di Giardini ma ci siamo mossi anche col Parco Fluviale dell’Alcantara, discutendo la vicenda col commissario Pippo Morano. Si rischia una inondazione e dobbiamo evitarla».

Rischi concreti. L’Alcantara sta premendo su una parte del Consorzio che rischia di essere spazzata via dall’eventuale azione del fiume. Per risolvere l’emergenza e mettere in sicurezza in via definitiva le strutture consortili site a Giardini occorrerebbe circa Un milione e 500 mila euro. Il Comune di Giardini, compatibilmente con le difficoltà economiche in bilancio, si è detto disponibile a fare la propria parte affinché si riesca almeno ad iniziare l’iter di sistemazione dell’argine, con un primo intervento di riassetto ambientale. Se dovesse alzarsi il livello delle acque il pericolo concreto è che la piena raggiunga le vasche della depurazione comprensoriale con i ben prevedibili danni e disagi per i quattro Comuni del comprensorio ionico. C’è da scongiurare quanto accadde nel 1951 quando si verificò un’onda di piena stimata in mille 910 metri cubi al secondo, stando a quanto venne conteggiato dalla stazione idrometrica di Alcantara.

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