Bruno De Vita, ex assessore ed attuale leader dell'Associazione politica e culturale NuovaMente
Bruno De Vita, ex assessore ed attuale leader dell'Associazione politica e culturale NuovaMente

«Purtroppo per la città di Taormina e per i suoi abitanti, Enzo Scibilia, ex assessore ai Lavori Pubblici, ha ragione: questa Amministrazione negli ultimi due anni ha fatto perdere finanziamenti ed opportunità per realizzare investimenti e nuove opere pubbliche». Lo afferma in una nota Bruno De Vita, ex assessore ed attuale leader dell’Associazione politica e culturale “NuovaMente”.

Opportunità perse. De Vita non risparmia critiche ai vertici di Palazzo dei Giurati e si schiera dalla parte del segretario comunale Udc, Scibilia, che fu defenestrato nel 2014 dalla Giunta Giardina dopo un anno di legislatura ed ha ingaggiato di recente un aspro confronto con l’attuale assessore ai Lavori pubblici, Gaetano Carella. Sulla stessa lunghezza d’onda di Scibilia c’è dunque De Vita, che a suo tempo ha lasciato l’Amministrazione quando si registrò il rimpasto politico nella coalizione di governo. «Questa Amministrazione – spiega De Vita – ha perso diversi finanziamenti e citiamo solo alcuni esempi, a partire dalla revoca, avvenuta nel giugno scorso, del finanziamento concesso dall’Assessorato Regionale al Turismo per la “Riqualificazione e razionalizzazione della segnaletica turistica” per un importo di € 535.181,55, continuando poi dai “Cantieri di Servizi a favore di soggetti disoccupati o inoccupati”, proseguendo infine con il mancato recupero edilizio e messa norma degli edifici scolastici. Ma, accanto alla perdita di fondi già assegnati – continua De Vita -, desta preoccupazione la assoluta incapacità di intercettare nuove opportunità di finanziamento, frutto anche della totale assenza della città di Taormina dai tavoli decisionali e dagli uffici regionali di Palermo, presso i dipartimenti che, proprio in questi giorni, stanno lavorando per l’attivazione dei fondi europei per il periodo 2014 – 2020».

L’incognita del Palazzo dei Congressi. “Dulcis in fundo” – aggiunge De Vita – segnaliamo la assoluta incapacità di programmare e gestire il ricchissimo patrimonio comunale per capitalizzare risorse: in tal senso emblematici sono il totale abbandono della struttura della Scuola Convitto Albergo, malgrado il reale interesse di potenziali investitori e la “non-gestione” del Palazzo dei congressi, sul quale ancora non è chiaro cosa questa amministrazione intende fare, se non buttare soldi per un adeguamento infinito e per importi elevatissimi. Ora si attende il G7 come panacea di tutto, come lo strumento che farà rinascere la città, ma il “Rinascimento” non può avvenire dall’esterno, deve essere frutto di reali e strutturali cambiamenti che solo un’Amministrazione forte è in grado di fare.

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