Roberto Vecchioni riceve il premio del Taobuk dal presidente Ang Giacomo D'Arrigo
Roberto Vecchioni riceve il premio del Taobuk dal presidente Ang Giacomo D'Arrigo

«La felicità c’è sempre, è uno stato naturale dell’essere umano. Se non la vediamo, si è solo nascosta». Roberto Vecchioni si racconta attraverso le pagine del suo libro “La vita che si ama. Storie di felicità”. «Qui sono proprio io», confessa l’autore e questo è il suo libro più intimo, più autobiografico e urgente. Da piazza IX Aprile per il Festival internazionale del libro di Taormina ha voluto condividere con il pubblico il suo percorso di vita vera, in salita superando il dolore e in discesa verso la felicità. «La felicità – ha affermato il cantautore – è la sfida, la battaglia, la paura che ti fa forte». Istantanee dalle quali riemergono attimi di vita vissuta, quella normale, di tutti i giorni: «La felicità va ricercata nella semplicità della vita».

La vita che si ama. Centosessanta pagine in cui Vecchioni confida la sua idea di felicità. Tredici lettere dedicate ai suoi quattro figli ai quali esterna la necessità di non subire gli eventi, consiglia loro di catturare la felicità, toccandola, vivendola. «Nella vita bisogna giocare, osare, sognare – ha detto- Io la felicità la voglio addosso come una febbre». Roberto Vecchioni si racconta. Ripercorre la sua vita attraverso piccoli eventi del mondo privato: dai momenti vissuti con la famiglia a episodi comici e drammatici della carriera di insegnante, dagli amori perduti a quelli ritrovati. Roberto Vecchioni ha ricevuto il premio di Agenzia Nazionale per i Giovani.

Gli altri appuntamenti di Taobuk. La penultima giornata di questa edizione di Taobuk – Taormina International Book festival si è aperta con la cucina vegetariana di Simone Salvini, autore del libro La mia vita in verde (Mondadori Electa) e reso famoso dall’imitazione del comico Maurizio Crozza. Per poi continuare a parlare di cibo con “La cucina dell’altra sponda” insieme all’inviato in zone di guerra Domenico Quirico e Barbara Abdeni Massaad, autrice del libro “Soup for Syria”, un ricettario realizzato con il contributo di oltre ottanta chef e giornalisti gastronomici per raccogliere fondi a favore dei rifugiati siriani. «Il cibo è il miglior modo per abbattere le barriere tra le persone» racconta la food writer che è andata in giro per la Siria a raccogliere le ricette di zuppe e aggiunge «Perché Soup? Perché quando pensiamo alla zuppa non alimenta solo il corpo ma anche l’anima. Ho usato foto e cibo per mandare un messaggio al mondo: queste persone non sono diverse da noi». L’innovazione e le modalità di coinvolgimento dei giovani nel lavoro e nella vita politica e sociale sono stati i temi al centro della tavola rotonda “Dialoghi sull’innovazione e l’inclusione”. Giacomo D’Arrigo, direttore Generale Agenzia Nazionale per i Giovani, Luigi Bobba, sottosegretario Ministro del Lavoro con delega alla Gioventù, Marco Gay, presidente Giovani Imprenditori di Confindustria, e Riccardo Bonacina, direttore del mensile “Vita” hanno riflettuto sul cambiamento e le nuove opportunità offerte dall’innovazione. Gigi Riva, insieme con Domenico Quirico, ha presentato “L’ultimo rigore di Faruk”, in cui analizza la disgregazione della penisola Balcanica partendo da un tiro calcistico fatale, quello sbagliato ai Mondiali di calcio del 1990 a Firenze da Faruk Hadžibegić, capitano dell’ultima nazionale della Jugoslavia unita «Il calcio eccede i 90 minuti nel campo – spiega Gigi Riva – ha invaso la sfera politica ed economica». La leggenda popolare vuole che una vittoria avrebbe risvegliato il nazionalismo jugoslavista e scongiurato il crollo del Paese. «Il calcio ha un potere così estremo – conclude il giornalista – che viene sempre più usato dalla politica per diffondere i messaggi».

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