Dott. Francesco Ferraù, primario dell'Unità Operativa complessiva di Oncologia medica dell'Ospedale San Vincenzo di Taormina
Dott. Francesco Ferraù, primario dell'Unità Operativa complessiva di Oncologia medica dell'Ospedale San Vincenzo di Taormina

«Il nostro reparto fa 7 mila 500 terapie in day hospital ogni anno ed è al terzo posto nella rete ospedaliera siciliana. Lotteremo con tutte le nostre forze per difendere tutto questo enorme lavoro che ogni giorno svolgiamo al servizio della gente». Così il dott. Francesco Ferraù, primario dell’Unità Operativa complessiva di Oncologia medica dell’Ospedale San Vincenzo di Taormina, commenta lo scenario dei possibili tagli al presidio di contrada Sirina che mettono a rischio il futuro del dipartimento di terzo livello che fa registrare numeri di alta produttività pari alla somma delle prestazioni delle altre due unità della Città Metropolitana di Messina.

Legge Balduzzi. «Occorre innanzitutto fare chiarezza – spiega il dott. Ferraù – sul decreto Balduzzi, riforma che prevede la riorganizzazione della rete ospedaliera ma nel cui contesto si deve partire dai fabbisogni del territorio. Quindi parliamo, nel caso specifico, di Taormina, ospedale multispecialistico che non può essere ridotto a presidio di base. La legge va applicata ma ha una razionalità che parte dall’analisi dei fabbisogni, che non è un testo “blindato” come si vuol far sembrare e che, anzi, lascia una certa discrezionalità all’amministratore locale. La “gabbia” che si vorrebbe imporre attraverso questi eventuali tagli che si prospettano appare molto più rigida di quello che il decreto nei fatti richiederebbe. Se guardiamo con attenzione ai contenuti della riforma, ci si basa, infatti, sui volumi di attività e credo che chiunque possa constatare quali sono i numeri del nostro reparto, come si può rilevare dal programma “Prod” dell’Assessorato alla Salute. Oltre alle 7 mila 500 terapie in day hospital nel nostro reparto si effettuano circa 9 mila visite ambulatoriali all’anno. Suscita amarezza ma anche perplessità il fatto che nessuno stia parlando dei volumi di attività e degli esiti, parametri sui quali noi siamo perfettamente in linea».

Difendere il reparto. «Questa ipotesi di ridimensionamento – continua Ferraù – se dovesse concretizzarsi, vanificherebbe il lavoro fatto dai direttori generali che lo scorso maggio hanno rifatto tutte le piante organiche. Ed in particolare sull’Asp Messina il dott. Gaetano Sirna ha dimostrato un impegno e un’attenzione encomiabile verso questo territorio ed aveva potenziato il nostro territorio con risorse in più da destinare all’Oncologia. Non si può fare una pianta organica e andare su gazzetta ufficiale per poi sconfessare di nuovo tutto: significa che sul piano formale ci sono le risorse per le strutture e che poi all’improvviso si intende cambiare il percorso. C’è una pianta organica che esiste ed è in atto e che rischia di diventare “carta straccia”. Non si possono buttare mesi di lavoro così. Non è vero che si sta semplicemente applicando il decreto Balduzzi, quanto si vorrebbe applicare è enormemente più restrittivo. Sono a Taormina ormai da 17 anni dopo aver creato a suo tempo questo reparto insieme agli altri colleghi, con in testa il dott. Vincenzo Panebianco ed il Dipartimento oncologico, con i riconoscimenti nazionali avuti nel tempo, farò l’impossibile insieme al mio staff affinché non vengano tolte al paziente tutte le terapie e le strutture all’avanguardia che ogni giorno diamo a loro. C’è un patrimonio umano e professionale da difendere, che non merita di essere mortificato da scelte incomprensibili».

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