Mario D’Agostino, medico all’ospedale San Vincenzo e vicesindaco di Taormina
Mario D’Agostino, medico all’ospedale San Vincenzo e vicesindaco di Taormina

«E’ svilente il dover rinnovare, a distanza periodica, tutte le rimostranze per il rischio di un depotenziamento che suona come uno schiaffo in faccia alla buona sanità». Mario D’Agostino, medico all’ospedale San Vincenzo e vicesindaco di Taormina, con delega alla Sanità, che nelle scorse ore ha avuto un confronto con il direttore dell’Asp 5, Gaetano Sirna, commenta la potenziale trasformazione del presidio di contrada Sirina da ospedale multi-specialistico a presidio di base. «E’ vero -  chiarisce D’Agostino – che c’è una relazione al vaglio dei direttori generali, con una prospettiva di rimodulazione che consideriamo ampiamente mortificante sul piano sostanziale, ma è altrettanto vero che non vi sono al momento atti consequenziali ai quali doverci opporre».

Un presidio d’eccellenza. Dopo il confronto filtra, dunque, un cauto ottimismo. «Certo è che risulta davvero incredibile – afferma il vicesindaco – la constatazione che pare non si tenga mai conto dei numeri prodotti dalle specialistiche a Taormina, così come inaccettabile è il voler addossare tutte le responsabilità di eventuali ridimensionamenti al decreto Balduzzi». Un territorio che rischia ancora una volta di essere penalizzato. «Non è nemmeno corretto – continua D’Agostino- che chi si spende quotidianamente per una sanità di qualità a Taormina, e mi riferisco ai tanti operatori nei reparti e a chi li dirige, debba difendersi mostrando costantemente numeri e risultati prodotti, numeri che da diversi anni ormai, e ciò è ben noto, rappresentano un importante vanto per il comprensorio. E’ come se la politica regionale avesse una memoria corta, cortissima, e bisognasse ricordarle in modo puntuale i risultati prodotti ed i riconoscimenti ottenuti».

Il G7. «A prescindere dal G7 – chiarisce D’Agostino – e dal suo effetto “congelamento” sull’ospedale, G7 che per quanto evento importante non sarà comunque la panacea di tutti i mali, il problema dell’ospedale di Taormina deve essere affrontato in modo molto chiaro e per quanto possibile definitivo. Certamente una volta ancora staremo in guardia contro ogni rischio, pur solo potenziale, di declassamento, ma vorremmo anche che la politica regionale ci dica molto chiaramente se i risultati prodotti dai reparti del presidio ospedaliero di Taormina meritano di condurre ad un declassamento o meno; perché, nel caso che si dimostri – conclude il vicesindaco- una sanità ben funzionante qualitativamente e quantitativamente, vorremmo che questo sia formalmente riconosciuto , senza dover condurre il comprensorio a ricorrenti levate di scudi».

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