Il consigliere comunale Eugenio Raneri
Il consigliere comunale Eugenio Raneri

«Sul G7 è arrivato il momento di stringere i tempi e affrettare la realizzazione di tutto quanto va posto in essere». Lo ha detto il consigliere comunale Eugenio Raneri al sottosegretario di Stato, Davide Faraone, nel corso della sua recente visita a Taormina. Raneri, esponente storico della politica taorminese che è stato protagonista negli anni d’oro dell’epoca di Garipoli, e che conosce le difficoltà odierne, ha fatto un’analisi della situazione a otto mesi ormai dal summit internazionale dei Capi di Governo.

Le opere. «Sul Palacongressi – ha detto Raneri – esiste un progetto per la messa a norma ma quell’elaborato va adeguato e aggiornato sulla base dello stato di cose attuale. Per quanto concerne il Capalc ci fu ai tempi un finanziamento della Cassa del Mezzogiorno ma la verità eloquente e ben visibile a tutti è che le varie amministrazioni succedutesi nel corso degli anni hanno dilapidato quel patrimonio economico ed infrastrutturale. Doveva essere una Scuola internazionale e mi auguro che questa sia l’occasione giusta per sistemare la situazione disastrosa in cui versa oggi quell’immobile comunale. Taormina deve arrivare al G7 come una cartolina perfettamente preparata. Nei giorni del G7 avremo qui, in giro per la città, i giornalisti di tutto il mondo e non è difficile immaginare che visioneranno la qualsiasi cosa e allora anche sotto questo aspetto bisogna arrivare preparati all’appuntamento».

«La scelta di Renzi non è stata per niente casuale» spiega Raneri. «Il premier conosce Taormina e l’ha già vista in almeno due occasioni, quando venne durante il suo tour per le primarie del Pd e ha poi tenuto un incontro pubblico al Palacongressi, e successivamente anche in occasione della festa del Santo Patrono della città. Il presidente ha poi un’importante amicizia con un autorevole professionista dell’industria alberghiera che ha lavorato a lungo a Taormina e che conosce bene il nostro territorio, quindi Taormina è stata una scelta ben ponderata. Sarà che lo ha colpito Taormina o che vuole dare un’immagine diversa della Sicilia ma di certo va sottolineato che l’individuazione della nostra città non è stata frutto della casualità. Tutti conoscono Taormina, in ogni angolo del mondo, e se si chiede ad un turista quale località conosce della Sicilia risponderà prima di tutto con la parola Taormina. Adesso chiediamo al Governo delle attenzioni immediate per avviare l’imponente lavoro di preparazione del G7 e per recuperare i ritardi determinati da mancate scelte sui provvedimenti da adottare per far scattare le opere. Bisogna anche tenere conto dell’aspetto finanziario, inerente il piano di riequilibrio al quale è sottoposta la città di Taormina e sul quale si dovranno quindi fare gli opportuni ragionamenti e discutere i relativi margini per superare le difficoltà».

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